• 9 Febbraio 2026 11:39

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e suor Cristiana Scandura

Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario

 Letture: Fil 3,3-8; Sal 104; Lc 15,1-10

Riflessione biblica

Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo” (Lc 15,1-10). Fedele e costante è Gesù al suo programma di salvezza: “Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano” (Lc 5,32). gesu-300x171 La gioia di ritrovare ciò che era perdutoEd essi sentivano la sua vicinanza: si sentivano compresi e amati. Il suo amore era un invito a lasciarsi amare: “In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1Gv 4,10). E ciò è profondamente vero, perché “Dio ha dimostrato il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (Rom 5,8). Una cosa sola ci è chiesta: convertirci, lasciare che la sua misericordia tocchi il nostro cuore, agisca in esso e lo trasformi. Essere vicini a Gesù, in maniera tale che “il nostro uomo interiore si rinnovi giorno per giorno” (2Cor 4,16). Vicino a Gesù, la sua parola diviene occasione di illuminazione interiore che ci converte e ci trasforma in uomini e donne di fede: Vicino a te è la Parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore, cioè la parola della fede, perché con il cuore si crede per ottenere la giustizia, e con la bocca si fa la professione di fede per avere la salvezza”Ed è proprio la sua misericordia che ci viene sempre incontro e ci ritrova nei nostri smarrimenti: “Tutti noi un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati” (Ef 2,3-5). Sperimentato il suo amore, imitiamo il suo amore misericordioso e “rivestiamoci di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi” (Col 3,12-13). Comunichiamo a tutti la gioia del perdono misericordioso di Dio:L’amore del Cristo ci spinga, al pensiero che egli è morto per tutti … perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro” (2Cor 5,14-15). 

Lettura esistenziale

gesu-buon-pastore-300x168 La gioia di ritrovare ciò che era perduto“Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta” (Lc 15, 6). Dalle tre parabole della misericordia, narrate dall’evangelista Luca, nelle quali si parla di un Pastore che va in cerca della pecora perduta, di una donna che non si rassegna finché non trova la moneta che ha smarrita e di un Padre che abbraccia il figlio prodigo che ritorna dopo aver dilapidato tutte le sue sostanze, emerge il vero volto di Dio. In queste tre parabole che Gesù racconta perché i farisei si scandalizzavano del fatto che molti pubblicani e peccatori si avvicinavano a Lui per ascoltarlo, Egli mette in evidenza che Dio, non si rassegna al fatto che anche una sola persona possa perdersi. L’agire di Dio è quello di chi va in cerca dei figli perduti per poi fare festa e gioire con tutti per il loro ritrovamento. Si tratta di un desiderio irrefrenabile: neppure novantanove pecore possono fermare il pastore e tenerlo chiuso nell’ovile. Non è la pecora smarrita a trovare il pastore, ma viceversa. E quando questi la ritrova, non la bastona e non la sgrida, ma tutto felice, se la mette sulle spalle e la riporta all’ovile. Dio non guarda alla nostra colpa, ma alla nostra fragilità e al nostro pentimento. Tutte e tre le parabole finiscono con la gioia, la contentezza, la felicità di Dio che coinvolge il cielo e la terra. Se comprendessimo questo, che cioè Dio è gioia e vuole la nostra gioia, anziché fuggire da Lui, come fece il Profeta Giona, Gli correremmo incontro giulivi. Come sarebbe bello che i cristiani partecipassero alla celebrazione eucaristica con questo spirito, non per assolvere a un dovere, ma con la gioia e la trepidazione che caratterizzano l’incontro con la Persona amata.