• 9 Febbraio 2026 9:40

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì Santo, Cena del Signore

Letture: Es 12,1-8.11-14   Sal 115   1Cor 11,23-26   Gv 13,1-15

Riflessione biblica

“Gesù, sapendo che era giunta la sua ora, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1-15). Parole che illuminano la mente, per fare memoria dei gesti del Signore, e il cuore, per seguire il suo esempio. Memoria della Cena del Signore, durante la quale Gesù istituì l’Eucaristia, memoriale della sua morte e risurrezione:Eucarestia-300x169 #Sinoallafine “Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga” (1Cor 11,26). Memoriale della “lavanda dei piedi”, in cui Gesù ci ha dato l’esempio di un amore che si fa servizio dei fratelli: “Se io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi” (Gv 13,12-15). Memoriale della purificazione interiore: “Se non ti laverò, non avrai parte con me” (Gv 13,13,8), purificazione che ci prepara a ricevere il corpo e il sangue del Signore e così entrare in comunione di vita con lui: “Ciascuno esamini se stesso e poi mangi del pane e beva dal calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna” (1Cor 11,27-29). Memoriale della preghiera sacerdotale di Gesù per consolidarci nell’unità dell’amore: “Padre, la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me” (Gv 17,22-23). Memoriale dell’istituzione del Sacerdozio, che celebra insieme ai fedeli il mistero dell’Eucaristia: “Il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane” (1Cor 10,16-17). Così, Gesù non ci ha lasciati soli, ma ci ha donato fratelli dal cuore grande che spezzano il pane della verità e il pane della vita eterna, rendendo Gesù presenza viva in mezzo al suo popolo.

Lettura esistenziale

lavanda-dei-piedi-300x225 #Sinoallafine

“Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me»” (Gv 13,8). Pietro, in un primo momento, si oppone al gesto della lavanda dei piedi che Gesù si accinge a compiere. È strano, tutti sentiamo il bisogno di essere amati e di ricevere attenzioni, eppure spesso opponiamo resistenza all’amore. Facciamo fatica ad accettare che un’altra persona, tanto più se quest’altra persona è Dio, ci possa amare gratuitamente senza che noi dobbiamo in qualche modo meritare questo amore. Come mai? Forse a causa del nostro orgoglio, vogliamo dimostrare di non avere bisogno degli altri. O forse si ha paura di essere feriti. In realtà l’amore rende vulnerabili. Aprirsi all’amore significa anche dare all’altro la possibilità di ferirci. Basta guardare a Cristo crocifisso per avere una conferma di ciò. Il gesto della lavanda dei piedi che Gesù compie assume due significati: quello dell’amore che siamo chiamati ad accogliere e il mandato di fare altrettanto nei confronti dei nostri fratelli: “Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato infatti l’esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi” (Gv 13,14). Solo se accogliamo l’Amore gratuito e incondizionato di Dio nella nostra vita, saremo capaci di amare allo stesso modo. Ma per far questo occorre l’umiltà di riconoscere che ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo.