• 9 Febbraio 2026 10:13

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Santi Filippo e Giacomo

Letture: 1Cor 15,1-8   Sal 18   Gv 14,6-14

Riflessione biblica

“Signore, mostraci il Padre e ci basta” (Gv 14,6-14). È l’aspirazione più profonda del cuore umano, che tende a Dio: “Il mio cuore ripete il tuo invito: Cercate il mio volto! Il tuo volto, Signore, io cerco” (Sal 27,8). Di più: “L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio?” (Sal 42,3). gesu-300x225 Incontrare Cristo per vedere DioE Gesù ci ha facilitato il compito: “Chi ha visto me ha visto il Padre”. Guardiamo Gesù! Scopriremo il volto amoroso del Padre: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Se vogliamo conoscere il Padre, Gesù è la via. Se vogliamo entrare nell’intimità del Padre come figli, egli è la verità: “Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi (Gv 8,32). Anzi, non ci lasceremo “trasportare qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo verità nella carità, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo” (Ef 4,14-15). Se vogliamo avere la vita eterna, comunione d’amore con il Padre, egli è la vita: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno” (Gv 6,51). Se cerchiamo la sapienza del cuore: “Cristo Gesù per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione” (1Cor 1,30). Accogliamo la parola di Gesù: “Accogliamo con docilità la Parola che è stata piantata in noi e può portarci alla salvezza” (Gc 1,21). Solo Gesù ci manifesta il vero Dio: non il dio dei filosofi o la fredda Divinità degli agnostici, ma il Padre e tutto l’amore che ci porta: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).

Lettura esistenziale

Gesu2-300x185 Incontrare Cristo per vedere Dio“Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio” (Gv 14,12). Questo brano mostra il legame tra l’opera compiuta da Gesù e quella che la Chiesa è chiamata a realizzare lungo i secoli. Nella parte conclusiva del discorso, il Maestro annuncia ai discepoli che potranno compiere le sue stesse opere, anzi aggiunge che potranno farne di “più grandi” (Gv 14,12). Gesù ha realizzato perfettamente l’opera che il Padre gli ha affidato, come attesta il grido della croce: “Tutto è compiuto” (Gv 19,30). E tuttavia, la Pasqua è solo l’inizio di quella grande avventura che accompagna tutta la storia. È come l’apertura di una sorgente, fino ad allora nascosta e inaccessibile. La Chiesa accoglie e dona a tutti l’acqua della grazia e feconda i terreni più aridi. Gesù assicura che compiremo opere più grandi di Lui a condizione di rimanere uniti a Lui. Non dimentichiamo queste parole che ha pronunciato: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). Il Risorto conta su di noi, ha bisogno di noi ma, perché sia la sua opera che continua e non quella degli uomini, è necessario essere radicati in Lui. Per questo Gesù chiede ai discepoli di pregare nel suo nome: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò” (Gv 14,13). A noi il compito di chiedere, a Lui quello di fare. Certo, il suo fare passa attraverso di noi ma è sempre Lui il soggetto della missione. Pregare nel nome di Gesù non significa usare una formula liturgica ma essere uniti a Lui in modo da desiderare e realizzare solo ciò che egli effettivamente vuole. Se vogliamo che le nostre opere diano gloria a Dio, non devono rispondere alle nostre attese, troppo spesso condite di interessi individuali, ma a quelle di Dio.