• 9 Febbraio 2026 8:31

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Femminicidio Sara Campanella: chiesto il giudizio immediato per Stefano Argentino

Settantadue giorni dopo l’inchiesta è chiusa. E il femminicidio della studentessa universitaria 22enne di Misilmeri Sara Campanella che ha scosso l’intero Paese da quel 31 marzo di sangue a Messina registra un passaggio giudiziario fondamentale.

La Procura di Messina diretta da Antonio D’Amato ha chiuso l’inchiesta sul 27enne collega di corso Stefano Argentino, l’assassino reo confesso di Sara, e si appresta a chiedere per lui il giudizio immediato. Il quadro investigativo e dei riscontri secondo i magistrati che conducono da quel maledetto giorno l’inchiesta, l’aggiunto Marco Colamonici e la sostituta Alice Parialò, è chiarissimo. Ad Argentino vengono contestate anche le aggravanti della premeditazione e della crudeltà.
Il doloroso fascicolo dell’inchiesta, che è stato seguito personalmente anche dal procuratore D’Amato, in questi mesi, s’è completato passo dopo passo con parecchi atti.
C’è il responso dell’autopsia che chiarisce la brutalità dell’aggressione con quei fendenti devastanti che hanno reciso la vita della povera Sara con coltello, o un bisturi, mai ritrovato.

Sara Campanella fu uccisa lo scorso 31 marzo sul Viale Gazzi, nei pressi della fermata autobus, al termine di una lezione al Policlinico di Messina. Argentino, da tempo ossessionato dalla ragazza – che lo aveva sempre respinto con garbo-  la raggiunse e, dopo qualche parola, la ucciso con un’arma da taglio. Sarà morì poco dopo.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e coordinate dalla Procura, hanno raccolto elementi schiaccianti. Le testimonianze di amici e familiari, i tabulati telefonici, i dati forensi e, non ultimo, la confessione del ragazzo, hanno delineato un quadro chiaro e tragico.

Stefano Argentino è accusato di omicidio volontario aggravato, con l’aggiunta di aggravanti specifiche relative al femminicidio, come il vincolo affettivo con la vittima e, probabilmente, la premeditazione o i futili motivi. La richiesta di giudizio immediato implica che l’accusa ritiene di avere tutte le prove necessarie per procedere direttamente al dibattimento, senza ulteriori passaggi istruttori preliminari.

La famiglia di Sara Campanella, assistita dai propri legali, si costituirà parte civile nel processo.