• 9 Febbraio 2026 9:42

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Il vostro parlare sia sì, sì; no, no

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Sabato della X settimana del Tempo Ordinario

Letture: 2Cor 5,14-21   Sal 102   Mt 5,33-37

Riflessione biblica

“Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,33-37). Gesu-2-300x169 Il vostro parlare sia sì, sì; no, noParole sante, purtroppo, preferiamo il chiacchiericcio, la critica, la mormorazione, che “vengono dal Maligno”. Sta scritto “Guardatevi da inutili mormorazioni, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto; una bocca menzognera uccide l’anima” (Sap 1,11). E S. Paolo: “Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita” (Fil 2,14-16). Pertanto, il “parlare sì, sì, no, no” implica trasparenza, autenticità, coerenza. Trasparenza: accordo perfetto tra ciò che sentiamo nel cuore e ciò che esterniamo nel parlare e nell’agire, “la bocca parla dalla pienezza del cuore” (Mt 12,34). C’è bisogno di continua purificazione del cuore: “Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo” (Sal 51,12). Autenticità: essere se stessi richiede genuinità nel comportamento, schiettezza nel parlare, spontaneità nell’esprimersi, virtù piccole che richiedono amore, verità e tanta misericordia: “Chi esorta si dedichi all’esortazione; chi dona, lo faccia con semplicità; chi presiede, presieda con diligenza; chi fa opere di misericordia, le compia con gioia” (Rom 12,8). Coerenza con ciò che professiamo: corrispondenza tra le parole e i progetti di amore che vogliamo costruire, prontezza nel perdono senza rendere male per male, sollecitudine nel servire i fratelli nei loro bisogni: “Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore” (Rom 12,10-11).

Lettura esistenziale

gesu-4-300x195 Il vostro parlare sia sì, sì; no, no“Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37). È il di più che crea problemi. Il Vangelo ci invita a chiamare per nome le cose. A saper dire Si e No davanti alla verità o alla menzogna. Ci invita a stare in guardia, vigilando sulle nostre parole, grande, infatti, è il potere distruttivo che possono avere le parole se le usiamo male, per ferire o giudicare. Un cristiano dovrebbe parlare poco, e quando parla dovrebbe farlo sempre per dire il bene, per benedire appunto. E se è costretto a far notare il male, per correggerlo, deve farlo animato dalla carità, senza alcun giudizio, non confondendo il peccato con il peccatore. C’è una misericordia anche nell’uso della lingua e spesso il modo di esprimerla è il silenzio. Il silenzio è come una grande sinfonia dove le pause, i respiri, rendono le note più chiare, più belle, più orecchiabili. Chi parla poco e bene rende più significativo ciò che dice.