Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura
Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario
Letture: 2Cor 9,6-11 Sal 111 Mt 6,1-6.16-18
Riflessione biblica
“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro” (Mt 6,1-6.16-18). Appello “alla purezza del cuore” contro l’ipocrisia religiosa: essere autentici in relazione con Dio, con il prossimo e con noi stessi. L’autenticità è evitare ogni vanità, vivere con coerenza il Vangelo, lodare Dio per la sua misericordia: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Autentici nell’operare il bene al prossimo: “Quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te”: essere semplici nel gesto, comprensivi dei bisogni dei fratelli, rispettosi della loro dignità: “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova” (Is 1,17). Ricordiamoci: “L’elemosina è un dono prezioso davanti all’Altissimo” (Tob 4,11), “salva dalla morte e purifica da ogni peccato. Coloro che fanno l’elemosina godranno lunga vita” (Tob 12,9). Autentici nel rapporto con Dio: “Quando pregate, non siate simili agli ipocriti”. La preghiera non è ostentazione o spettacolo, ma intimità con Dio e comunione con i fratelli che si rivolgono al Padre “in Cristo, con Cristo e per Cristo”; è necessità dell’anima: chi prega non ha bisogno di mostrarsi agli altri, ma di essere in comunione con Dio e cercare “la piena conoscenza della volontà di Dio, con ogni sapienza e intelligenza spirituale” (Col 1,9). Autentici con noi stessi: “Quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti”. Il digiuno è ricerca dell’unico necessario che ci mette a contatto con Dio, ci libera dai condizionamenti del mondo e dalle false sicurezze di cui ci circondiamo, ci apre ai bisogni dei fratelli nell’amore e fa misericordia: “Non è questo il digiuno che voglio: dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo?” (Is 58,6-7).
Lettura esistenziale
“State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli” (Mt 6,1). Preghiera, digiuno ed elemosina sono i tre pilastri della spiritualità del cristiano. Per vivere la vita di grazia in Cristo o, meglio, per mantenerla sempre operante in noi, occorre pregare con fervore e umiltà il Signore; occorre praticare il digiuno, affinché il corpo impari a collaborare con lo spirito, occorre avere pietà verso il prossimo, aiutandolo con l’elemosina, che è l’espressione della vita divina in noi. Gesù non dice nulla di nuovo, ma ci insegna a vivere questi tre pilastri in modo autentico, ossia per la gloria di Dio e non per la nostra gloria. Lo Spirito Santo ci invita a pregare, facendo nostri i bisogni di tutti gli uomini; ci invita a digiunare, sacrificando qualcosa dei nostri istinti, per rendere gloria a Dio anche con il nostro corpo, e infine ci esorta ad essere generosi con i nostri fratelli che sono nel bisogno, donando loro con gioia quanto possiamo, senza paura di rimanere privi delle cose necessarie. Imitiamo il Figlio di Dio, che facendosi uomo per noi ha pregato, ha digiunato, ha praticato l’elemosina.
