• 9 Febbraio 2026 15:56

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Seguire davvero Gesù è vera sapienza

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Lunedì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Gen 18,16-33   Sal 102   Mt 8,18-22

Riflessione biblica

“Si avvicinò uno scriba e gli disse: Maestro, ti seguirò dovunque tu vada” (Mt 8,18-22). Parole impegnative, quello di questo scriba, disposto a seguire Gesù senza limiti. Seguire Gesù è vera sapienza, “seguirlo dovunque va” è disponibilità a condividere la sua vita e il suo modo di vivere.Gesu-4-300x275 Seguire davvero Gesù è vera sapienza È chiaro, però, che chi si pone alla sequela di Gesù deve valutare attentamente la propria scelta. È bene prima riflettere, poi agire; valutare non solo le possibilità umane, ma anche tutte le condizioni di grazia che il Signore ci concede nell’intraprendere il cammino con lui. “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Mt 8.20): è duro essere senza patria, senza casa dove sentirsi al sicuro ed avere un punto di riferimento affettivo. La povertà è esigenza assoluta della sequela: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo. Poi vieni e seguimi” (Mt 19,21). La povertà è la nostra credenziale di assoluta comunione con Cristo povero: siamo veri discepoli di Gesù “nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, nelle percosse, nelle prigionie, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!” (2Cor 6,4-5.10). “Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre” (Mt 8,21): dura la risposta di Gesù, ma in linea con la radicalità della sequela che egli propone. Ciò è possibile, se condividiamo con Gesù la sua povertà: “siamo poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto!” (1Cor 6,10). Condividiamo la sua umiltà: “Imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime” (Mt 11,29). Condividiamo la sua Croce: “chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me” (Mt 10,38). Mettere Gesù al di sopra di tutto, persino della propria vita: “chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me” (Mt 10,38).

Lettura esistenziale

gesu1-2-300x168 Seguire davvero Gesù è vera sapienza“«Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai».  Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo»” (Mt 8,19s). Gesù deve avere gioito per lo slancio, per l’entusiasmo giovane di quest’uomo. Eppure risponde: Pensaci. Neanche un nido, neanche una tana. Ti va di posare il capo sulla strada? Il secondo riceve un invito diretto: Seguimi! E lui: sì, ma lascia che prima seppellisca mio padre. La richiesta più legittima, dovere di figlio, sacro compito di umanità. Gesù replica con parole tra le più spiazzanti: Lascia che i morti seppelliscano i morti! Perché è possibile essere dei morti dentro, vivere una vita che non è vita. Parole dure, cui però segue l’invito: tu vuoi vivere davvero? Allora vieni con me! Il Vangelo è sempre una addizione di bellezza, un incremento di umanità, promessa di vita piena. Così è Gesù: nudo amore che deve essere amato in nuda povertà. Eppure seguirlo è scoprire una ricchezza che mai avrei immaginato; è diventare ricchi, non di cose, di luoghi o nidi, ma di incontri, di opportunità, di luce. Gesù non ha una casa, ma ne trova cento sul suo cammino, colme di volti amici. Le parole di Gesù sono sempre, anche quelle dure, una risposta al nostro bisogno di felicità (Ermes Ronchi).