• 9 Febbraio 2026 7:43

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Mercoledì della XIV settimana del Tempo Ordinario

Letture: Gen 41,55-57; 42,5-7.17-24   Sal 32   Mt 10,1-7

Riflessione biblica

“Strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino” (Mt 10,1-7). Ecco la missione particolare dei Dodici Apostoli: annunciare il Regno di Dio, invitare alla conversione: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!” (Mt 3,2), annunciare la salvezza integrale di tutto l’uomo: “diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità” (Mt 10,1). gesu-1-300x147 Strada facendoL’investitura apostolica dei “dodici”: il numero simbolico indica i collaboratori diretti di Gesù; essi sono le guide dell’Israele di Dio: siamo noi il vero Israele di Dio, “edificati sul fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù” (Ef 2,20). La loro missione è universale, anche se prima viene annunciata “alle pecore perdute della casa d’Israele” (Mt 10,6) poi a tutti i popoli: “Andate e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,20). Il Vangelo degli apostoli è semplice e simile a quello di Gesù: predicare, curare e istruire. Predicare che il regno dei cieli è vicino: ciò implica l’urgenza a convertirci e fare agire lo Spirito di santità che opera nella nostra esistenza. Curare gli infermi: quelli del corpo con l’operosità della carità, quelli dell’anima con il ministero della riconciliazione, presenza misericordiosa di Gesù tra noi, e con l’eucaristia, presenza vivente di Gesù che ci alimenta nel cammino spirituale. Istruire con la parola: essa illumina la nostra vita con la verità, alimenta la nostra carità operosa con gli esempi di Gesù e degli apostoli, fortifica il nostro impegno a favore dei fratelli.

Lettura esistenziale

gesu-2-300x200 Strada facendo“Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità” (Mt 10,1). I dodici Apostoli, di cui ci parla il Vangelo di oggi (cfr Mt 10,1-7), hanno avuto la grazia di incontrare fisicamente Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato. Lui li ha chiamati per nome, ad uno ad uno, guardandoli negli occhi; e loro hanno fissato il suo volto, hanno ascoltato la sua voce, hanno visto i suoi prodigi. L’incontro personale con il Signore, tempo di grazia e di salvezza, comporta la missione: «Strada facendo – li esorta Gesù – predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino» (Mt 10,7). Incontro e missione non vanno separati. Questo incontro personale con Gesù Cristo è possibile anche per noi, che siamo i discepoli del terzo millennio. Protesi alla ricerca del volto del Signore, lo possiamo riconoscere nel volto dei poveri, degli ammalati, degli abbandonati e degli stranieri che Dio pone sul nostro cammino. E questo incontro diventa anche per noi tempo di grazia e di salvezza, investendoci della stessa missione affidata agli Apostoli. L’incontro con l’altro è anche incontro con Cristo. Ce l’ha detto Lui stesso. È Lui che bussa alla nostra porta affamato, assetato, forestiero, nudo, malato, carcerato, chiedendo di essere incontrato e assistito, chiedendo di poter sbarcare. E se avessimo ancora qualche dubbio, ecco la sua parola chiara: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).