di Silvia Visconti – Durante l’omelia per il Giubileo delle Famiglie, tenutasi il 1° giugno 2025, Papa Leone ha pronunciato parole profonde e luminose: “Cristo domanda infatti che tutti siamo «una sola cosa». Si tratta del bene più grande che possa essere desiderato, perché questa unione universale realizza tra le creature l’eterna comunione d’amore in cui si identifica Dio stesso, come Padre che dà la vita, Figlio che la riceve e Spirito che la condivide!” E ha aggiunto con toccante semplicità: “In famiglia, la fede si trasmette insieme alla vita, di generazione in generazione: viene condivisa come il cibo della tavola e gli affetti del cuore. Ciò la rende un luogo privilegiato in cui incontrare Gesù, che ci vuole bene e vuole il nostro bene, sempre.”
Parole che risuonano con particolare forza in quest’anno speciale, segnato dal Giubileo della Speranza e dall’VIII centenario del Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi. Come coniugare questi due eventi tanto significativi?
Una risposta è arrivata dall’Ordine Francescano Secolare di Sicilia che con creatività e concretezza ha proposto una versione estiva dell’ormai consueto appuntamento “Come a Cana”. L’incontro, intitolato “Famiglia: Cantico di Speranza”, si è svolto dal 4 al 6 luglio presso il Grand Hotel Mosè di Agrigento, offrendo tre giorni intensi di fraternità, preghiera e condivisione.
Il programma ha alternato momenti di profonda spiritualità a spazi di relax e convivialità, con una ricca partecipazione di famiglie francescane e non solo.
Nella cattedrale di San Gerlando ad Agrigento, dove le famiglie hanno vissuto il loro personale giubileo frà Gimmi Palminteri ha aperto il cammino spirituale con una domanda: “In che modo la famiglia può essere cantico di speranza nella società?” E ha indicato una via: imparare a stare dentro l’imprevisto, nella precarietà del quotidiano, con la fede come base solida. Fra Gimmi ha ricordato che “Per fare un cantico è necessario partire dalla propria esperienza, lasciandosi provocare da ciò che ci circonda”, così come fece San Francesco.
Dopo un percorso culturale nel cuore di Agrigento, con tappe significative alla Chiesa di Santa Maria dei Greci e al Teatro Pirandello, le famiglie hanno proseguito con la meditazione di frà Antonino Catalfamo, presso la Chiesa di San Francesco. Fra Nino ha offerto una riflessione profonda sul significato dell’amore di Dio: “L’amore non è un premio che riceviamo dopo aver superato una difficoltà, ma ci viene donato prima, proprio per affrontarla. Cosa significa che Dio ti ama?” Cinque verbi hanno sintetizzato il senso profondo di questo amore: “accogliere, accettare, consolare, liberare, mandare. Amare è permettere all’altro di fiorire. E Gesù, per far fiorire noi, ha scelto di appassire sulla Croce.”
Il terzo appuntamento si è svolto a Palma di Montechiaro, tra la bellezza storica del Palazzo Ducale e la meditazione, nel chiostro rovente, di frà Alfio Lanfranco sul Cantico delle Creature: “Il Cantico è inclusivo: è rivolto a tutte le creature, figlie dell’unico Creatore. Francesco ringrazia per il dono dell’esistenza. Ha lo sguardo del pellegrino che ammira ciò che non gli appartiene. Tutti siamo ospiti di questo mondo, per un tempo limitato. Con questa consapevolezza, Francesco innalza la sua lode, si fa tramite tra cielo e terra. Ci insegna a ringraziare Dio in ogni tempo, anche quando siamo in bilico, in attesa, davanti all’ignoto.” Dopo aver percorso la splendida scalinata che conduce alla Chiesa Madre, la serata si è conclusa con l’ascolto del Cantico delle Creature.
Il viaggio spirituale ha trovato il suo epilogo domenica pomeriggio con la Santa Messa presieduta da don Giuseppe Cumbo, vicario generale dell’Arcidiocesi di Agrigento. Al termine della celebrazione, tra qualche lacrima e molti sorrisi, i partecipanti si sono salutati per fare ritorno alle proprie case, già pronti a prendere parte al prossimo appuntamento, in programma per dicembre.
In questi tre giorni non sono mancati i momenti di svago: escursioni alla casa natale del Beato Rosario Livatino e del Venerabile Padre Gioacchino La Lomia, alla Valle dei Templi, al Museo Archeologico “San Nicola” e alla casa di Luigi Pirandello. Il “Summer White Party”, il mare e la piscina hanno dato respiro, leggerezza e tanto divertimento alla fraternità di famiglie.
Durante l’intero incontro, grandi e piccoli hanno potuto sostare nella Cappella del Santissimo, appositamente allestita, per elevare il proprio personale cantico all’Altissimo, onnipotente, bon Signore, e ringraziarlo per il dono della famiglia, del carisma francescano, dei sorrisi e degli abbracci tra sorelle e fratelli, delle nuove amicizie nate… e di quella speranza che, insieme agli altri, diviene quella che Francesco chiama “speranza certa”.
