di FraPè – Gazza, la strage infinita: bambini uccisi mentre andavano a prendere l’acqua. Questo titolo del Corriere della Sera mi ha bloccato e mi ha suscitato amarezza, il mio pensiero che come il vostro non è controllabile e, da Gaza è andato a San Fratello. Ma che c’entra Gaza con un paesino dei Nebrodi?

Da una settimana i profili fb e le pagine degli abitanti, e dei vari sanfratellani sparsi nel mondo, sono invasi da post e commenti che riguardano lo spostamento di un centinaio di metri del monumento ai Caduti della prima Guerra Mondiale, anche gli amministratori comunali si sono lasciati trascinare dall’onda social. L’iniziativa promossa dall’amministrazione guidata dal Sindaco Giuseppe Princiotta prevede così come ha precisato il primo cittadino lo spostamento del Monumento per lasciar libera la piazza per iniziative culturali e ludiche e nel contempo dare più risalto al sacrificio di quei giovani sanfratellani morti durante la grande guerra. Lo stesso sindaco sulla sua pagina Fb, postando il render della collocazione del Monumento ha affermato: “Quest’opera fa parte di diverse iniziative ormai avviate e che mirano a riqualificare, nel suo complesso, il nostro territorio ripensandolo anche in chiave moderna, migliorandone la vivibilità e la fruibilità, pensando soprattutto alle future generazioni”.
La polemica politica non si è fatta attendere e come succede in Italia tutti all’improvviso sono diventati storici, antifascisti, pacifisti e costituzionalisti. Insomma mentre in guerra dei bambini muoiono, ci si fa guerra per spostare o meno una statua che rappresenta un modo sbagliato di risolvere le situazioni. Ci si fa guerra social per un simbolo che ricorda la guerra, ovviamente senza togliere nulla a quei ragazzi i cui nomi sono scritti in lastre di marmo bruciate dal sole e consumate dal vento e dalla pioggia, che senza sapere il perché si sono trovati con un fucile fra le braccia per difendere le convinzioni e, nello stesso tempo l’incapacità dei potenti di scendere a compromessi. Proprio come avviene oggi. Ognuno deve avere l’ultima parola.
Neanche un Consiglio Comunale è riuscito a mettere pacificamente d’accordo. Non una proposta seria da parte di nessuno, ne un’argomentazione basata su solidi basi per dimostrare il perché non bisogna spostare il Monumento ai Caduti. Ma solo per partito preso o senso patriotico basato sul nulla. Sui social si legge di tutto, cadendo nel ridicolo sia i sostenitori del non spostiamo il monumento e sia chi vuole la piazza Ricca Salerno libera solo per ballare o per ospitare spettacoli musicali.
Il valore del sacrificio non scompare spostando una statua. La decisione presa dall’amministrazione spacca la cittadinanza, alcuni chiedono il referendum. Ma anche se quelli contrari allo spostamento vincono, è sempre l’amministrazione a decidere, perché il referendum è di carattere consultivo. Altri hanno scritto alla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina. Credo che piaccia o no, il Sindaco e la sua giunta è stata voluta dal popolo con elezioni democratiche, hanno un progetto per la riqualificazione del paese, bene, se non piace il verdetto verrà emanato alle prossime elezioni. La decisione spetta a loro, ovviamente rispettando le leggi.
Ognuno può anche esprimere un parere, ed è giusto che sia così e che non sia precluso solo ai residenti, chi vive fuori per motivi di lavoro ha lo stesso diritto di esprimere la propria opinione rispettando sempre l’altro che, non scordiamolo non è un nemico o un avversario.
Sarebbe bello che non ci fosse nessun monumento ai caduti, questo significherebbe che l’uomo è stato capace di costruire una civiltà di Pace, ma finché c’è l’uomo sulla terra un fratello che uccide un fratello ci sarà sempre.
Spostiamolo pure il monumento, il valore della vita e l’orrore della guerra rimarrà comunque. Lottare se spostare un simbolo che richiama certi valori per non farci dimenticare i disvalori come l’egoismo, l’oppressione, il prevaricamento sull’altro e tutto ciò che porta alla guerra… anche social, non è da saggi, non è da cristiani. Basti pensare a quei bambini cui nomi non saranno ricordati da nessuno se non da Dio e, credetemi passerà la voglia di “armare guerre” politiche, social e personali, ma prendere la decisione tutti insieme di essere costruttori di pace assicurando così un futuro migliore ai nostri giovani.
Una domanda voglio farla. Perché momenti bui che San Fratello ha vissuto con la frana del 2010 e con la caduta del roccione di Rocca Forte i consigli comunali erano deserti, perché non c’era questo interesse mostrato per una statua? forse perché il problema era solo di chi aveva perso la casa? Il senso civico devi averlo sempre, il senso di appartenenza non è un interruttore. Puoi anche non condividere le scelte, puoi dire pacificamente la tua, puoi fare uno sciopero, una manifestazione, un referendum, ma in democrazia si accetta la decisione di chi ha la maggioranza, poi all’elezioni sarai tu a decidere chi ti deve rappresentare. E soprattutto si lotta sempre per ciò che credi non per partito preso.
