Si intitola “Una chiave per ogni casa perduta, il diritto al ritorno”, l’opera monumentale realizzata sul sagrato del Santissimo Salvatore a Noto in occasione della quinta edizione del Festival delle Arti Effimere, Peace_Edition.
Grande 12 metri per 12, l’evento è organizzato dall’associazione CulturArte, l’opera è firmata da Alejandrina Feola, Valentina Mammana e Fabio Finocchiaro. La grafica è di Fabio Finocchiaro, Rebecca Ripepe e Valentina Mammana. A realizzarlo le associazioni CulturArte, PortopaloInsabia, Infioratori Matteo Raeli, Inverdurata di Pachino, Infiorata di Taurianova, per la direzione artistica di Valentina Mammana. Le foto sono di Stefano Scuderi.
Al centro dell’opera c’è una figura femminile che incarna forza, dignità e speranza. Il suo velo nero simboleggia la resilienza mentre il volto rivolto verso l’alto esprime determinazione. La chiave rossa nella sua mano richiama il “diritto al ritorno” del popolo palestinese. Il vestito verde e il ricamo tradizionale tatreez evocano la fertilità della terra e la memoria culturale di una nazione. Lo sfondo di una città distrutta rappresenta l’esilio e la sofferenza, ma la donna risplende come portatrice di luce. La cornice della Kefiah, simbolo di solidarietà globale, abbraccia e amplifica il messaggio dell’opera.
(Fonte: notonews.it)
