• 9 Febbraio 2026 5:56

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Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Due bimbi morti in un naufragio: «Nessuno è intervenuto per salvarli»

Diilsycomoro

Lug 30, 2025 #Frontex, #migranti

Due bambini morti e una persona dispersa: è il tragico bilancio dell’ultimo naufragio nel Mediterraneo di cui è giunta notizia. «Lunedì abbiamo individuato un’imbarcazione in difficoltà e allertato le autorità – spiega cosa è accaduto la Ong Sea Watch – Ieri (martedì, ndr) il natante si è capovolto in un’operazione di soccorso da parte di un mercantile. Lunedì, il nostro aereo Seabird ha individuato un’imbarcazione in difficoltà con oltre 90 persone a bordo che era in mare da tre giorni». «Due persone erano in acqua. Abbiamo immediatamente chiesto aiuto. Frontex è arrivata 6 ore dopo, ha visto il natante e se n’è andata» accusa la Ong.

Martedì mattina, le persone erano ancora abbandonate al loro destino, in mare. «Le navi di soccorso europee avrebbero potuto raggiungerle in circa 3 ore, ma hanno scelto di non intervenire. Quando la nave mercantile Port Fukuka, che si trovava nelle vicinanze, ha cercato di soccorrerli, l’imbarcazione si è capovolta. Tutte le persone a bordo sono finite in mare. Una volta soccorse, due bambini erano deceduti e una persona dispersa».

Le persone sono ancora sul mercantile, conferma la Ong «e le autorità italiane stanno facendo di tutto per impedire loro di raggiungere l’Italia. C’è il pericolo imminente che la cosiddetta guardia costiera libica li rapisca e li porti in Libia: verso tortura e morte. È inaccettabile». La nave di soccorso veloce della Ong, Aurora, avrebbe potuto intervenire in soccorso di queste persone «ma è bloccata dalle autorità italiane nel porto di Lampedusa con motivazioni prive di fondamento. Questo “spettacolo” vergognoso non si è ancora concluso, ma le autorità italiane ed europee non sono intervenute – accusa la Ong – È un sistema che sta facendo ciò per cui è stato progettato: lasciare che le persone anneghino ai confini dell’Europa. Silenziosamente, sistematicamente».

(fonte Avvenire)