Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore
Letture: Qo 1,2;2,21-23 Sal 89 Col 3,1-5.9-11 Lc 12,13-21
Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio»
“Maestro, dividi l’eredità tra me e mio fratello”. Questo discepolo tira in ballo Gesù che risponde stranamente: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?” Perché tirare n ballo Dio per avere qualcosa di prettamente terreno? Perché non cerchi il dialogo e metti in mezzo un’altra persona? Se devi dire qualcosa ad un tuo fratello, ad una tua sorella, ad un amico, non farlo tramite altre persone o peggio tramite i social con dei post stupidi e infantili, ma cerca il dialogo, guarda negli occhi l’altro, abbi il coraggio di dire ciò che pensi nella verità senza mancare di carità.
Poi Gesù racconta una parabola. Un uomo che accumulato tutto e tanto dice a se stesso: “sai che c’è riposati, goditi la vita, non pensare a nessuno e a nulla, perché tanto non devo chiedere a nessuno niente, basto a me stesso”. Sbagliato! Perché quello che hai non è tuo, compresa la tua vita. Sei tu il gestore ma non il “padrone”. San Francesco è l’esempio più bello e più vero di come dobbiamo staccarci dalle cose matteriali per cercare e amare Dio e il prossimo
Qualche domenica fa abbiamo meditato sul brano di Marta e Maria. Gesù ad un certo punto dice a Marta: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta”. Se ci fate caso l’uomo di cui parla Gesù, fa un discorso tutto centrato su di se, come se non dovesse rendere conto a nessuno, e lui il centro del mondo. Peccato, perché si fa i conti senza l’oste e non è il solo. Un vecchio detto dice che chi fa i conti senza l’oste conviene farli due volte. In una vecchia sacrestia una volta vidi scritta questa esortazione rivolta al sacerdote che si accingeva a celebrare messa: “Celebra come se fosse la prima volta e come se fosse l’ultima”. Rapportato a noi significa vivi, anzi celebra la tua vita come una novità assoluta, condividi, dialoga, sii solidale. Inutile che ci affanniamo ad apparire migliori, a speculare su ogni cosa, a fare guerre per uno stralcio di potere, non parlare con fratelli, sorelle o genitori per la “roba”, ma ricordati che prima o poi devi fare i conti con Dio che ti dirà stolto, hai sprecato l’occasione di costruire un pezzo di terra migliore, donando ciò che avevi, donando te stesso come io mi dono nell’eucarestia.
L’egoismo, l’avarizia, il possesso delle cose, il controllo su ogni cosa, ci rende ciechi e sordi al grido dei poveri. Restituiamo al Signore con gesti autentici di Carità ai fratelli che incontriamo nella vita ciò che Egli datore di ogni dono ci ha concesso. Meglio arricchirsi di Dio!
Buona domenica!
