• 9 Febbraio 2026 11:42

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Delpini e Marciante: la voce dei vescovi che custodiscono il futuro

Due città, due territori diversi, ma un unico filo che unisce il cuore e la voce di due pastori: l’arcivescovo di Milano, monsignorMario Delpini, e il vescovo di Cefalù, monsignor Giuseppe Marciante.

Entrambi, nei loro recenti interventi pubblici, hanno parlato a cuore aperto, con sincerità e lucidità della realtà che li circonda, mescolando spiritualità e impegno civile in un messaggio che, prima di tutto, è un atto d’amore verso le loro comunità. Monsignor Delpini, in un’intervista al Corriere della Sera di giorno 8 agosto 2025, ha espresso la sua preoccupazione per una Milano che diventa sempre più attraente per investitori, turisti mordi e fuggi e grandi progetti, ma sempre meno accessibile alla gente comune.

Ha avvertito del rischio di piegare la città al “maggior profitto possibile”, trasformandolo in un idolo capace di sacrificare la vita delle persone, il territorio e le relazioni. Con la sua calma determinazione, ha invitato a ricostruire un “noi” cittadino, a ritrovare fiducia, speranza e attenzione per le generazioni future, valorizzando la cultura del bene comune e resistendo alle pressioni dell’avidità. Alla domanda: “Al di là degli aspetti giudiziari, che idea si è fatto delle dinamiche immobiliari milanesi?”, Delpini ha così risposto: “Non sono in grado di giudicare le scelte urbanistiche e le loro intenzioni, ma propongo una riflessione: quando una cosa promette di essere redditizia, chi ha risorse decide di investire e si aspetta che il suo investimento renda quanto più possibile. Forse la città si è messa sul mercato come “una cosa che promette di essere redditizia”, invece che presentarsi come una comunità in cui potrebbe essere desiderabile abitare. Il criterio del “maggior profitto possibile” può diventare come un idolo intrattabile che diventa sempre più avido e pretende che tutto sia a lui sacrificato: la vita della gente, il suolo, l’ambiente, le relazioni. Già in altre occasioni, in questi anni, ho sottolineato che Milano rischia di diventare una città molto attraente per turisti, uomini di affari, costruttori e fondi di investimento ma poco accessibile alla gente comune e con troppe disuguaglianze. Certo, le questioni sono complesse e le scelte difficili: se la città non attira investimenti, si condanna al declino; se la città attira investimenti dell’idolo avido di guadagnare, si condanna al deserto e alla disperazione”.

Parole che risuonano nel discorso di monsignor Marciante alla città di Cefalù durante la festa del Santissimo Salvatore (LEGGI QUI). “Salire sul monte della preghiera e scendere nella storia per trasformarla”: è questa l’immagine che ha condiviso con i fedeli, intrecciando la meditazione sulla Trasfigurazione con una chiara analisi della situazione del territorio madonita e di Cefalù. Ha portato ancora una volta il focus su temi che vanno dallospopolamento delle aree interne, alla crisi abitativa e la perdita di identità culturale, esortando a reagire con coraggio e a non cedere alla “eutanasia comunitaria” di territori destinati all’abbandonocosì come prefigura il piano delle “Aree SNAI”. Il vescovo Marciante ha parlato anche di giovani, turismo, spazi pubblici, decoro e sicurezza, chiedendo uno sforzo collettivo per creare opportunità e restituire dignità alla vita cittadina. Non una critica o un rimprovero, assolutamente, ma il vescovo ha voluto mettere in luce con gioia i gesti di solidarietà, l’impegno verso i più fragili e i segnali di rinascita in alcune realtà locali.

Le parole di Delpini e Marciante, sebbene riferite a contesti diversi, evidenziano quanto la Chiesa continui a osservare con attenzione la vita delle città. Non dimenticano che il Vangelo si manifesta nella realtà dei problemi sociali, economici e culturali, i due vescovi ci ricordano dunque l’importanza di scegliere la speranza invece della rassegnazione. In un periodo in cui la fiducia sembra essere svanita, la loro voce, dolce ma decisa, ci invita a riscoprire l’arte del buon vicinato, la cura dei territori e la bellezza di città che non lasciano indietro nessuno.

(fonte: ilcefalino.it)