Commento di Suor Cristiana Scandura
Sabato della XIX settimana del tempo Ordinario
Letture: Gs 24,14-29 Sal 15 Mt 19,13-15
“Lasciateli, non impedite che i bambini vengano a me; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno dei ciel” (Mt 19,14). Nell’agire di Gesù si nota una dedizione diretta e immediata ai bambini. È un aspetto caratteristico della sua attività. Anzi, più volte Gesù propone un bambino come modello del credente.
Cosa sa un bambino? Il gioco, il vento delle corse, la dolcezza degli abbracci. Non sa di filosofia, di teologia, di morale. Ma conosce come nessuno la fiducia, e si affida. Gesù ci propone un bambino come padre nella fede. L’essenza dell’essere bambini sta in questo: soltanto l’amore fornisce al bambino il criterio di misura di ciò che gli è vicino e di ciò che gli è estraneo.
“Anche se gli si mostrasse una regina con il suo diadema, egli preferirebbe la sua mamma anche se fosse vestita di stracci” (san Giovanni Crisostomo). Coloro che sono diventati come bambini preferiscono il loro Signore umiliato e morto in croce a tutte le lusinghe del mondo. I bambini si aprono con spontaneità alla benedizione di Dio che Gesù dona loro. Con ciò viene comunicata loro, già ora, una felicità sincera.
“Chiediamo al Signore che tutti i genitori e gli educatori del mondo, come anche l’intera società, si facciano strumenti di quell’accoglienza e di quell’amore con cui Gesù abbraccia i più piccoli. Egli guarda nei loro cuori con la tenerezza e la sollecitudine di un padre e al tempo stesso di una madre” (Papa Francesco).
