• 9 Febbraio 2026 8:31

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Lunedì della XX settimana del tempo Ordinario

Letture: Gdc 2,11-19   Sal 105   Mt 19,16-22

“Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?»” (Mt 19,16).

Una grande domanda, quella dell’uomo ricco e senza nome. La risposta di Gesù appare solenne, eppure quasi deludente: elenca cinque comandamenti che riguardano il prossimo, e ne aggiunge un sesto, non frodare. Ma l’uomo ricco non è soddisfatto: «tutto questo l’ho sempre osservato. Dovrei essere in pace e invece mi manca qualcosa». Cosa c’è di meglio del dovere compiuto, tutto e sempre? Eppure all’uomo non basta. Inquietudine divina, tarlo luminoso che rode le false paci dell’anima e fa nascere i cercatori di tesori.

gesu-5-300x219 Vendi tutto, dona ai poveri, seguimiGesù lo fissa e lo ama. Poi parla: vendi tutto, dona ai poveri, segui me. L’uomo si spaventa e si rattrista per quelle tre parole. Il suo volto si oscura. Era arrivato correndo, se ne va camminando. Gesù propone all’uomo ricco la comunione, cento fratelli, ma egli preferisce la solitudine; propone un tesoro di persone, egli ne preferisce uno di cose. Propone se stesso: «segui me, la mia vita è sorgente di vita buona, bella e beata». Ma l’uomo segue il denaro. Tutto finito? No, a conclusione ecco un sussulto di speranza in una delle parole più belle di Gesù: tutto è possibile presso Dio. La passione di Dio è moltiplicare per cento quel poco che hai, quel nulla che sei e riempirti la vita di affetti e di luce: «ti darò un tesoro di volti, non possederai nulla eppure godrai del mondo intero, sarai povero e signore, come me».

Impariamo da Francesco di Assisi che di questo brano ne ha fatto il suo progetto di vita.

Seguirti, Signore, è stato il migliore affare della mia vita (Ermes Ronchi).