Dopo la Messa Papa Leone si è mosso verso i giardini pontifici del Borgo Laudato si’ a Castel Gandolfo, per il pranzo assieme ai poveri. Fuori dal santuario, ad attenderlo c’erano circa 500 persone, che hanno seguito la Messa dai maxischermi. Tutti i commensali, circa 150, tra assistiti, operatori Caritas e ospiti, hanno preso posto nelle lunghe tavolate bianche disposte sotto ai gazebo, all’ombra dei lecci, dei cedri e delle magnolie. Al tavolo tondo con Prevost hanno hanno preso posto anche il cardinale Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e direttore del Borgo, il vescovo di Albano, Vincenzo Viva, i sindaci di Castel Gandolfo e Albano, una famiglia di assistiti del Perù e un uomo senza fissa dimora.

«Grazie, Santo Padre, perché con la sua presenza Lei ci mostra che la Chiesa nasce dall’Eucaristia e diventa viva nel servizio – ha detto il cardinale Baggio, prendendo la parola prima del pranzo -. Grazie per essere segno di speranza, di fraternità e di amore che si fa pane spezzato». Anche il vescovo Viva ha sottolineato come il pranzo di ieri sia stato «certamente un momento unico e storico».
«Guardando i volti di chi oggi è seduto a questi tavoli – ha aggiunto – vediamo la bellezza del Vangelo che si fa vita concreta e testimonianza».
Le ultime parole, prima di iniziare la condivisione del ricco menù previsto dalla Caritas diocesana per il pranzo insieme, sono state quelle di Papa Leone XIV, tra l’emozione visibile dei presenti. «Vorrei condividere prima quel gesto tanto significativo per noi tutti che è spezzare il pane – ha detto Prevost – . Spezzare il pane insieme, il gesto con il quale si riconosce Gesù Cristo in mezzo ai suoi, è la Santa Messa, però è anche essere insieme tutti attorno alla tavola».
Nel ringraziare gli organizzatori poi, ha concluso sottolineando l’importanza di di condividere il pranzo proprio al Borgo Laudato si’, «che ci fa ricordare la bellezza della natura, della creazione, ma che ci fa anche pensare che la creatura più bella è quella creata a immagine di Dio, che siamo tutti noi».
