• 9 Febbraio 2026 7:35

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

XXIII domenica del Tempo Ordinario (anno C)

Letture: Sap 9, 13-18; Sal 89; Fm 9b-10. 12-17; Lc 14, 25-33

Una folla numerosa andava con Gesù.

gesu-1-300x170 Senza pauraAncora oggi una folla numerosa va con Gesù. Con la propria storia, con le proprie motivazioni. Nel Vangelo possiamo osservare che la folla segue Gesù perché gli conviene: lo segue perché compie miracoli, perché distribuisce pani e pesci, perché ha uno stile diverso di predicare e di relazionarsi… Ieri come oggi Cristo serve per soddisfare un bisogno, che sia anche un bisogno religioso. Così al centro delle nostre attenzioni ci siamo noi e i nostri bisogni; invece è il Signore che ci offre delle “condizioni”. Per essere davvero discepolo di Gesù bisogna accettare delle condizioni perché seguire veramente è tutta un’altra cosa. Non è Cristo che non ci vuole, ma siamo noi che ci tiriamo fuori, vuoi per mancanza di coraggio, vuoi perché le “regole” per seguire Gesù sono dure, e soprattutto perché il mondo offre di più e meglio.

La folla comunque non fa esaltare Gesù. Non gli interessano i follower, i “mi piace” non vive per questo e non sta dietro a conferme e compensazioni. Ed è proprio per questo che dà alla folla delle indicazioni per seguirlo veramente, perché con Gesù o stai dentro o stai fuori. “Nessuno può servire due padroni: perché, o amerà l’uno e odierà l’altro; oppure preferirà il primo e disprezzerà il secondo”. Il Vangelo va seguito tutto, anche quelle pagine scomode che ti tolgono il sonno e la tranquillità.

“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.

gesu-300x169 Senza pauraNiente paura, Gesù non ci sta dicendo di sacrificare qualsiasi legame del cuore. Ma semplicemente di amarlo di più per amare gli altri come li ama Lui. Non dobbiamo odiare nessuno, ma semplicemente andare alla fonte del vero amore che è Cristo Gesù, per poter riversare quel amore ricevuto nella relazione intima con Lui attraverso l’ascolto della Parola, la vita sacramentaria a tutti coloro che fanno parte della nostra vita e che incontriamo nella quotidianità. Non possiamo amare solamente con le nostre forze, non possiamo donare qualcosa che non possediamo, è necessario coprirsi amati per amare, per essere capaci di sciogliere i legami per servirlo e seguirlo liberamente per saperlo amare in ogni umana creatura.

“Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo”. 

Gesu-4-300x240 Senza pauraGesù non manda nessuna croce. L’essere cristiani non è l’esaltazione della sofferenza. Portare ciascuno la propria croce significa entrare nella stessa dinamica di amore di Gesù. Dio non è per la sofferenza, ma per l’amore. Solo che amare costa, è passione e patimento insieme: “là dove metti il tuo cuore troverai anche le tue spine”. Amare significa donarsi totalmente, proprio come Cristo sulla Croce. Ma non fermiamoci al venerdì santo, perché dopo c’è sempre la Pasqua di Resurrezione.

Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo.

san-francesco-1-300x200 Senza pauraFrancesco di Assisi ci insegna ad non avere nulla di proprio, ma di espropriarci di tutto. Qualsiasi relazione prevede il non attaccamento. Anche i ruoli che ricopriamo no ci appartengono. Ogni servizio che svolgiamo lo dobbiamo svolgere per restituire al Signore l’amore che ci dona e non per colmare i nostri vuoti, o per far carriera o speculare anche economicamente. Non essere capaci di mettersi da parte significa non aver capito nulla di Cristo.

In questa settimana che verrà, siamo chiamati ad andare alla fonte dell’amore: Cristo Povero e Crocifisso. Vivere come un dono ed espropriarci di tutto ciò che ci incatena per sperimentare la vera libertà. Abbandoniamo la paura per seguire Cristo.

Buona domenica!