Commento a cura di Suor Cristiana Scandura
San Pio da Pietrelcina
Letture: Esd 6,7-8.12.14-20 Sal 121 Lc 8,19-21
“Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8,21). L’episodio che ci presenta il Vangelo odierno sembra un quotidiano evento di vita familiare: si recano da Gesù la madre e i fratelli, ma non riuscendo ad avvicinarlo a causa della folla, gli mandano a dire che sono arrivati e desiderano vederlo.
Gesù coglie in questo piccolo fatto l’occasione per spingerci a fare un altro passo nel nostro cammino di ascolto della Parola e di discepolato. Nell’ascolto fattivo della Parola si realizza per il discepolo l’ingresso in una familiarità reale con Gesù e il Padre. Il discepolo che accoglie la Parola e la mette in pratica diventa “madre” di Gesù, in quanto lo Spirito gli fa concepire e generare nella sua vita la Parola che ha accolto. Maria è il prototipo del discepolo autentico. Come vediamo nell’episodio dell’Annunciazione, Ella accoglie la Parola in un atteggiamento di ascolto e di dialogo intenso, in cui entra attivamente, interrogandosi sul senso di quanto ha udito e chiedendo anche spiegazioni su ciò che non le è chiaro.
L’ascolto della Parola chiede la nostra partecipazione attiva e personale, ci provoca perché ci lasciamo interrogare ed entriamo in un dialogo fecondo con Dio. Il discepolo, come Maria, è invitato a mettere in gioco la propria libertà e dunque tutte le proprie facoltà: intellettuali, spirituali e affettive.
Niente deve rimanere escluso dall’ascolto e dal dialogo con la Parola.
