• 9 Febbraio 2026 11:41

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Messina, prete accusato di violenza: chiesti quattro anni di carcere

Quattro anni di reclusione per Padre Claudio Marino, per anni direttore dell’Istituto rogazionista “Cristo Re” accusato di violenza sessuale ai danni di una giovane donna tunisina. E’ quanto richiesto dal pubblico ministero Alice Parialò all’udienza che si è svolta oggi al Tribunale di Messina Alla richiesta di condanna si è associata la parte civile, assistita dall’avvocata Maria Grazia Corio, che ha concluso chiedendo anche la trasmissione degli atti in procura per un testimone che ha sconfessato la persona offesa.

Poiché era previsto un lungo intervento da parte degli avvocati difensori del rogazionista, gli avvocati Salvatore Silvestro e Delia Urbani, il collegio presieduto dalla dottoressa Sergi, ha aggiornato il processo al 3 dicembre, data in cui verrà anche emessa la sentenza.

Un caso che ha creato scalpore quello del processo al prete originario di Torino che è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nel 2004 mentre si trovava a Napoli come responsabile di una comunità alloggio per minori.

La brutta storia di una violenza sessuale era stata raccontata dalla giovane tunisina a giugno del 2024 alla sezione immigrazione del Tribunale di Catania. Il suo racconto era rafforzato dalla testimonianza di un amico egiziano, un mediatore che l’aveva accolta nel centro di Messina dopo lo sbarco a Lampedusa nel 2020 e che le aveva permesso di dormire nella sua stanza in affitto presso Cristo Re. A lui aveva riferito l’episodio di violenza nell’immediatezza dei fatti raccontando anche che l’avrebbe vista in stato di choc con una lametta in mano e pronta a tagliarsi le vene.

Dichiarazioni quelle del mediatore che però non hanno trovato riscontro in aula durante la testimonianza resa a maggio di quest’anno offrendo così più di un punto a favore della difesa con i giudici della seconda sezione penale che dopo averlo sentito hanno rimesso in libertà il prete per affievolimento delle esigenze cautelari.

(fonte: messinatoday.it)