• 9 Febbraio 2026 7:34

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Dilexi Te. Papa Leone firma prima Enciclica del suo pontificato

Dilexi te, “Ti ho amato”: si intitola così e ha per tema l’amore per i poveri la prima Esortazione apostolica del pontificato di Leone XIV.

Il Papa l’ha firmata questa mattina, 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, nella Biblioteca privata del Palazzo apostolico vaticano, alla presenza del sostituto della Segreteria di Stato, arcivescovo Edgar Peña Parra.  Sempre oggi la Sala stampa della Santa Sede ha reso noto che la pubblicazione e la conferenza di presentazione del documento di Papa Prevost avranno luogo giovedì prossimo, 9 ottobre, alle 11.30.

Alla conferenza stampa interverranno i cardinali Michael Czerny, gesuita, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e Konrad Krajewski, elemosiniere di Sua Santità e prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità (Elemosineria apostolica). Insieme a loro presenteranno il documento fra Frédéric-Marie Le Méhauté, provinciale dei Frati Minori di Francia/Belgio, dottore in teologia, in collegamento da remoto e suor Clémencepiccola sorella di Gesù della Fraternità delle Tre Fontane a Roma.

L’Esortazione apostolica “Dilexi te”, “Ti ho amato”, avrebbe, secondo quanto si apprende, come tema quello dei poveriSi tratterebbe di un lavoro che era stato avviato da Papa Francesco; in omaggio a questa continuità, l’Esortazione ha questo titolo, dopo la ‘Dilexit Nos’ di Papa Francesco di fine 2024, l’ultimo suo documento magisteriale.

La centralità dei poveri è stata messa in evidenza più volte da Papa Leone in questi quasi cinque mesi di pontificato. E’ da attendersi anche qualche passaggio sulle guerre e sull’emergenza climatica che appunto causano povertà e ingiustizie sociali.

Come anche potrebbe esserci un richiamo alla Chiesa perché consideri i poveri protagonisti e non solo soggetti da aiutare.
Papa Leone ha parlato spesso dell’attenzione ai poveri. Lo ha fatto anche nel corso della canonizzazione di Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis il 7 settembre scorso: “Hanno vissuto questo amore per Gesù Cristo soprattutto nell’Eucaristia ma anche nei poveri, nei fratelli e nelle sorelle”.

Anche nella messa con gli operatori e gli assisiti della Caritas della diocesi di Albano, lo scorso 17 agosto, aveva messo in  risalto la centralità dei poveri: “Vi incoraggio a non distinguere tra chi assiste e chi è assistito, tra chi sembra dare e chi sembra ricevere, tra chi appare povero e chi sente di offrire tempo, competenze, aiuto. Siamo la Chiesa del Signore, una Chiesa di poveri, tutti preziosi, tutti soggetti, ognuno portatore di una Parola singolare di Dio. Ognuno è un dono per gli altri”.