• 9 Febbraio 2026 9:26

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Lunedì della XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Letture: Rm 1,1-7   Sal 97   Lc 11,29-32

“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona” (Lc 11,29). La richiesta di “segni” che leggiamo nel brano evangelico odierno, non è qualcosa di nuovo nella Bibbia. Grandi personaggi del passato avevano chiesto a Dio che convalidasse con un segno quanto percepivano essere volontà di Dio, nel timore di sbagliarsi. Tuttavia non ha senso chiedere ancora segni a Dio quando davanti agli occhi si ha il segno più grande e definitivo che Egli abbia mai potuto darci: il Suo Figlio.gesu-5-300x169 Il segno più grande

“Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Credere è accogliere “il segno” che Dio Padre ci ha dato nella persona del Suo Figlio Gesù. Di fronte all’inabissarsi di Gesù nella morte perché io risorgessi con Lui a vita nuova, come dubitare ancora di un amore che ci precede e ci accompagna, anche nei momenti difficili? Come non affidarsi a Dio Padre, sia pure nel buio di situazioni che al momento sembrano irrisolvibili?

Il segno più grande il Signore lo ha manifestato morendo sulla croce per tutti. È il segno sublime del suo amore per noi.