• 9 Febbraio 2026 7:34

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

XXIX domenica del Tempo Ordinario

Letture: Es 17,8-13; Sal 120; 2Tm 3,14-4,2; Lc 18,1-8

Pregare? Perché? Spesso si pensa che pregare è una perdita di tempo, è stancante, pensiamo che sia inutile. Chi pensa così non ha tutti i torti, ma neppure ha totalmente ragione. Sapete il perché? Abbiamo una visione leggermente distorta della preghiera.

parola-preghiera-300x188 Preghiere o Preghiera?Dire le preghiere, o come si diceva un tempo “recitare le orazioni” è dire delle cose o leggere delle cose che hanno formulato altri, pregare è un’altra cosa. Pregare è come voler bene. C’è sempre tempo per voler bene; se ami qualcuno, lo ami sempre; se sei amico lo sei sempre, qualsiasi cosa tu stia facendo. Gesù in questo brano di Vangelo ci chiede di pregare sempre, senza stancarsi mai! “Sempre” è un termine talmente totalizzante che sembra non lasciare spazio ad altro. Quindi bisogna stare sempre in ginocchio, o sempre con la corona del rosario in mano e con il breviario aperto? Assolutamente no. Cosa fare ci vene detto da San Paolo: “Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio” (1Cor 10,31).

Pregare è entrare nel proprio spazio sacro, intimo ed inviolabile. È abitare la propria storia per renderla dimora di Dio. Tommaso da Celano, primo biografo di San Francesco d’Assisi scrive che “egli non era un uomo che pregava, ma un uomo diventato preghiera” (2 Cel, 95)

gesu-e1748768725778-300x192 Preghiere o Preghiera?Quindi la preghiera non è recita di formule ma relazione intima con il Signore. Diventa uno stile di vita. La donna incinta, ama sempre il bimbo che vive in lei, anche se non ci pensa, perché quel bimbo fa parte della sua vita. Così è la preghiera, Dio fa parte di noi e sia che vegliamo e sia che dormiamo il Signore è sempre con noi. Preghiera non è  chiedere delle cose, ma vivere in intimità con il Signore.

Francesco di Assisi ci insegna che la preghiera principale come quella di Gesù è la lode e il ringraziamento. Quando voleva stare in intimità con il Signore si metteva il cappuccio e si copriva il volto con il mantello e diceva che il corpo era l’eremo e il cuore l’eremita. Cercare il Signore e trovarlo nell’intimità del proprio cuore.

Nei detti dei Padri del deserto, c’è scritto che Evagrio il Pontico diceva: «Non compiacerti nel numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell’intimità, che mille stando lontano».

Gesu-7-300x206 Preghiere o Preghiera?La cosa che mi fa riflettere è che Gesù non porta come esempio di preghiera i dottori della legge o i farisei che stavano dritti al tempio a pregare tutti le ore del giorno e ad accendere incenso, ma ci porta a scuola di preghiera da una vedova povera. Povera in tutti i sensi, una che non ha pane per vivere, non ha amore, non neppure più il diritto per farsi ascoltare. Una che vive ai margini, un’esclusa che rappresenta gli ultimi della società. Insiste continuamente per avere giustizia recandosi ogni giorno da un giudice corrotto chiedendogli: fammi giustizia contro il mio avversario! Avanti e indietro, continuamente.

Insistere senza stancarsi mai. Insistere è voce del verbo “credere”. senza stancarsi mai è un verbo di lotta, di resistenza, significa non arrendersi. Chiedere però ci stanca, non avere risposte da Dio stanca, perdere un fratello, un marito un figlio una persona cara, assistere ad un genocidio e non avare risposte è stancante.  Bonhoeffer scriveva: «Dio esaudisce sempre, ma non le nostre richieste, bensì le sue promesse».

Cosa bisogna fare? Non cedere non lasciarci cadere le braccia, ma fare come Mosè nella prima lettura. La preghiera è resistenza, non demordere. Pregare non per cambiare la tua o la storia di qualche altro, ma per superare la fatica di affrontare le difficoltà, e individuare la direzione da prendere per poter dire con San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede” (2Tm 4,7).

“La perseveranza nel chiedere più che il giudice converte la donna così da non rispondere alla cattiveria del giudice con altrettanta cattiveria, né di sostituirsi a lui nell’arrangiarsi da sola cercando altre giustizie, la mantiene libera dal rancore, dall’inacidimento, dal vittimismo”. (Don Luciano Cantini)poverta-300x200 Preghiere o Preghiera?

Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?

Avere fede significa essere decentrati, cioè non più centrati in noi stessi, ma in Gesù e nel prossimo per liberare l’amore. La domanda che Gesù fa non è retorica lasciando la risposta nell’aria: Dio cerca un cuore dove abitare. Avere fede significa incarnare la Parola che diventa Preghiera, significa vivere l’Eucarestia per diventare pane per tutti, ma proprio tutti senza guardare colore della pelle o religione o altro. Fede significa abbandono, espropriazione, significa conformazione a Cristo Povero e Crocifisso… Troverà questa fede?

Buona domenica!