• 9 Febbraio 2026 9:58

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Venerdì della XXIX settimana del Tempo Ordinario

Letture: Rm 7,18-25   Sal 118   Lc 12,54-59

«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo?» (Lc 12,54-56).

Il lamento che Gesù rivolge all’uomo di tutti i tempi è quello di non mettere uguale impegno e diligenza per scoprire i segni del tempo della salvezza quanto ne impiega per prevedere il tempo meteorologico. Siamo effettivamente diventati esperti anche dell’ultima particella della realtà, siamo arrivati sulla Luna, su Marte. Sperimentiamo cose nuove e mirabili. Sappiamo fare cose straordinarie, inventare cose nuove, specializzarci in ogni dettaglio del reale ma ignoriamo ancora il senso della vita, talvolta persino incapaci di saperci porre le domande che davvero contano: chi sono? Da dove vengo? Verso quale meta sono diretto? Chi è Dio per me? Spesso conosciamo bene ciò che è utile alla nostra vita terrena, ma non ci preoccupiamo di ciò che è necessario per la nostra vita eterna.

Ciascun uomo ha bisogno di dare un senso alla propria esistenza e a tutto ciò che vive. Dio parla all’uomo attraverso la voce della sua coscienza, attraverso la Sua Parola, attraverso la voce dei suoi inviati e attraverso gli eventi della storia: ascoltiamolo.