• 9 Febbraio 2026 10:13

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

Dedicazione della Basilica Lateranense 

Letture: 1Re 8,22-23.27-30/1Pt 2,4-9/ Gv 4,19-24

gesu-300x215 Noi, Basilica a cielo apertoAllora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo

Oggi tutti i cattolici celebriamo la dedicazione della cattedrale di Roma che non è la Basilica di San Pietro ma San Giovanni Laterano.

Perché questa festa oggi?

san-francescao-al-laterano-300x200 Noi, Basilica a cielo apertoLa ragione è semplice: la liturgia ci richiama al ruolo centrale della Chiesa di Roma nella nostra esperienza di battezzati e al ruolo del luogo di culto per ognuno di noi. Quando si parla di Chiesa di pensa subito al Vaticano, al Papa, cardinali, vescovi, preti, frati e suore. La festa di oggi ci aiuta ad ampliare la nostra riflessione e a comprendere che ogni battezzato è Chiesa e, che è parte attiva di una comunità. Inoltre la festa della dedicazione della Basilica Lateranense ci richiama al ruolo centrale della Chiesa di Roma, e soprattutto che la Chiesa non sono gli edifici ma siamo noi.

Nella Basilica di San Giovanni Laterano, un certo Francesco di Assisi insieme ad alcuni frati promise obbedienza al Papa e ai suoi successori, Si dichiara suddito e soggetto alla Santa Chiesa sposa di Cristo. Oggi l’obbedienza al Papa e alla Chiesa è diventata un optional.  “È la Chiesa che garantisce che l’interpretazione della Parola. Non la Parola influenzata dalle correnti di pensiero, interpretata a proprio comodo dall’ultima moda di turno, ma la Parola vera pronunciata da Gesù e riecheggiata dai testimoni.  Fondata sulla testimonianza dei dodici apostoli, quindi una fede apostolica”.

Una chiesa ha senso solo se contiene una Chiesa, cioè una comunità che non pretende nulla e che dona tutto. Una comunità di uomini e donne che scelgono di essere Chiesa del Grembiule.

Va e ripara la mia casa

san-francesco-1-300x169 Noi, Basilica a cielo apertoVi ricordate quando Francesco di Assisi si mette a pregare davanti al Cristo di San Damiano cosa gli viene chiesto? “Francesco va e ripara la mia casa che è in rovina”. Francesco inizia con il restaurare e riparare chiese, ma poi capisce che la prima casa da riparare è egli stesso per essere casa di accoglienza per ogni fratello e sorella e in maniera particolare per i poveri. Ognuno di noi è chiamato ad essere casa di preghiera, edificio santo edificato sulla pietra angolare che è Cristo Gesù.

Francesco diversamente da Valdo o altri che volevano vivere il Vangelo in maniera autentica mette tutto nelle mani della Chiesa di Roma. Inizia a costruire la Chiesa composta da persone vero Tempio di Dio, rimanendo fedele alla Madre Chiesa.

Nel Vangelo di oggi vediamo di Gesù che con una cordicella in mano. Un’immagine che non ci piace tanto, un’immagine scomoda che ci invita a non fare mercato della fede. Che ci invita a non essere noi stessi una spelonca di ladri vendendoci per attimi di felicità e gloria momentanea. Di non barattare con Dio. Di non usare la fede per soddisfare il nostro ego per spadroneggiare e dettare leggi all’interno della comunità.

Tempio di Dio

Gesu-300x169 Noi, Basilica a cielo apertoLa liturgia di questa domenica ci insegna ad essere umili alla maniera di Cristo che è il tempio per eccellenza. È la lieta notizia è che come Gesù il tempio di Dio siamo io e te, siamo noi. È il davanti al quale «dovremmo toglierci i calzari» come Mosè davanti al roveto ardente «perché è terra santa», dimora di Dio.

Oggi tante chiese stanno diventando musei, tante altre rase al suolo dal tempo e dall’incuria dell’uomo. Di altre chiese forse non resterà pietra su pietra, ma noi resteremo Casa di Dio per l’eternità, perché la forza dello Spirito, la sua Grazia è presente in ogni umana creatura.

Concludo con ciò che scrive Ermes Ronchi: “Passiamo allora dalla grazia dei muri alla grazia dei volti, alla santità dei volti”, perché ognuno di noi come diceva don Tonino Bello è una meravigliosa basilica maggiore a cielo aperto.

Buona domenica!