• 9 Febbraio 2026 9:40

ilSycomoro

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Una sessantina di soci dell’Azione Cattolica Italiana della diocesi di Patti si sono ritrovati nel salone parrocchiale della chiesa del “Sacro Cuore” di Sant’Agata Militello per la consueta assemblea diocesana di inizio anno associativo.

E’ intervenuta la Delegata Regionale di Azione Cattolica Valeria Macca che, partendo dalla Trasfigurazione di Gesù, ha proposto il tema dell’anno associativo “Signore, è bello per noi essere qui”, e ha presentato il cammino regionale dell’AC, soffermandosi “sull’essere chiamati nonostante le nostre fragilità, chiamati a prendere la parola per condividere, chiamati a condividere non come amici, ma come fratelli”.

“Siamo stati chiamati – ha evidenziato – non perché i primi della classe, non perché esenti da limiti e fragilità, ma perché in noi il Signore ha posto la sua speranza e ci ha chiamati a dire il nostro sì”. “Siamo chiamati – ha proseguito – a prendere la parola, cioè a saper verbalizzare la bellezza dell’esperienza vissuta, donarla a chi cammina accanto alle nostre vite”.

Ha poi sottolineato come in Azione Cattolica “condividere sia un verbo familiare; l’associazione educa alla comunione, alla fraternità, alla sinodalità, capaci di ascolto e di dialogo. Tre devono essere gli elementi distintivi: cura del rapporto personale con il Signore, cura dell’altro e speranza”.

“A livello associativo – ha concluso – ciò si concretizza con la coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo, credendo che una Chiesa sinodale è possibile ed essere i primi a porre in essere comportamenti concreti”.

Il presidente diocesano Alessandro Princiotta, nella sua introduzione, ha ripercorso le tappe salienti del cammino dell’ Azione Cattolica diocesana e ha ricordato “come l’essere AC (che papa Francesco definì “palestra di sinodalita”), implica un “sì” concreto alla Chiesa, a partire dalla missione evangelizzatrice che ci vedrà coinvolti come diocesi a maggio”.

Alla sintesi proposta dai settori adulti, giovani e dall’articolazione ACR, ha fatto seguito il dibattito, da cui è emersa “la bellezza dell’essere AC e di non avere paura nonostante le inadeguatezze e le fragilità”.

“Significativa – evidenzia Alessandro Princiotta – è stata la partecipazione di una rappresentanza di seminaristi (assistenti del futuro) e di altre aggregazioni laicali che con la loro presenza hanno sottolineato l’importanza della sinodalità”.