• 9 Febbraio 2026 7:34

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Pacca sulle parti intime a una compagna: sospeso ragazzino autistico

Una pacca nelle parti intime a una compagnetta e si scatena il finimondo: il dirigente convoca consiglio straordinario che decide un provvedimento disciplinare di sospensione dell’alunno con obbligo di frequenza delle attività didattiche per cinque giorni. Sulla decisione si è scatenata una polemica perché il protagonista è un ragazzino di 11 anni affetto da un disturbo dello spettro autistico grave e seguito da insegnante di sostegno, assistente alla comunicazione, educatore e assistente igienico sanitario perché porta anche il pannolone. In pratica quattro figure per una condizione del neurosviluppo certificata dall’Inps come “gravità comma tre”. I genitori si oppongono alla punizione e hanno chiesto l’intervento del Garante della disabilità.

L’episodio avvenuto alla scuola media Manzoni-Dino e Clarenza risale a un paio di settimane fa e ha immediatamente acceso il dibattito tra insegnanti e genitori: da un lato, la necessità di tutelare la “vittima”, dall’altro, quella di sostenere un ragazzino con difficoltà comportamentali gravi, che probabilmente non ha nemmeno percepito la natura del gesto né ha agito con malizia. L’autismo infatti è una condizione del neurosviluppo che influenza il modo in cui una persona comunica, interagisce con gli altri e si comporta. Si manifesta con difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale, comportamenti ripetitivi o limitati, e spesso anche con peculiarità sensoriali.

Dopo l’accaduto il dirigente scolastico Michele Bonardelli aveva convocato docenti e rappresentanti dei genitori per valutare il caso e adottare “eventuali” interventi disciplinari. Tuttavia, il provvedimento adottato ha suscitato forte preoccupazione: la famiglia del ragazzino che ha chiesto attraverso l’ex Garante dell’Infanzia Fabio Costantino il sostegno e l’intervento della Garante per le disabilità Tiziana De Maria che è stata allertata sulla vicenda direttamente da Costantino.

Questa mattina i genitori sono stati convocati dal dirigente per il ritiro del provvedimento, ma la vicenda è destinata a coinvolgere associazioni per la tutela dei bambini autistici e il provveditore agli studi, Leon Zingales. La famiglia annuncia inoltre una denuncia formale, ritenendo ingiusto il provvedimento.

“Mio figlio non ha alcuna malizia e quel gesto se c’è stato non può essere affrontato in questo modo – racconta la madre, Domenica -. Un mese fa hanno detto che mio figlio si sporgeva pericolosamente dalla finestra. Episodio confermato da alcuni compagni, ma negato dalla scuola. Oggi, invece, basta la parola del papà di una ragazzina perché si parli di un gesto che mio figlio avrebbe ripetuto più volte, senza che nessuna docente intervenisse o ci informasse. La mia preoccupazione è che lo vogliano allontanare dalla classe ma mio figlio ha problematiche gestibili grazie al personale specializzato presente. Questo provvedimento invece lo considero un atto di bullismo nei confronti di un bambino disabile”.

Grande la delusione della mamma: “Mio figlio ha frequentato cinque anni di elementari senza problemi, molti compagni lo conoscono e lo hanno visto crescere. Vedere oggi l’assenza di sensibilità nel trattare questa vicenda è un dolore enorme. Se il gesto c’è stato, perché nessuna docente è intervenuta per rassicurare e spiegare che non c’era alcuna malizia?”.

(fonte messinatoday.it)