• 9 Febbraio 2026 9:33

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Tutti i Santi dell’Ordine Serafico

Letture: Sir 44,1.10-15; Sal 23;  Mc 10,17-21

«Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?» (Mc 10,17).

gesu-3-300x216 Vendi, dona e seguiGesù risponde a questa domanda elencando cinque comandamenti che riguardano il prossimo e aggiungendovi quello di non frodare. Ma quest’uomo ricco, dichiara di avere osservato questi comandamenti fin da giovane, eppure non si sente soddisfatto, è come se gli mancasse qualcosa.

“Gesù lo fissa, dice Marco, come se prima non l’avesse neppure visto, e vede apparire, farsi largo, avanzare un cercatore di vita. E lo ama. Poi parla: vendi tutto, dona ai poveri, segui me.

L’uomo si spaventa e si rattrista per quelle tre parole. Marco usa un verbo come per il cielo che diventa cupo: il suo volto si oscura. Era arrivato correndo, se ne va camminando. L’uomo che fioriva di domande se ne va muto. Il ribelle si è arreso, il cercatore si è spaventato: la vetta è troppo lontana, ci vuole troppo coraggio. E non capisce che la felicità dipende non dal possesso ma dal dono, che il cuore pieno dipende non dai beni (Lc 12,15) ma dai volti, che la sicurezza non è nel denaro, ma nelle mani del Pastore grande. E per tutta la vita resterà così, onesto e triste, osservante e cupo” (Ermes Ronchi).

Quanti cristiani siamo come quest’uomo, incapaci di abbandonarci fino in fondo fra le braccia del Padre, incapaci di riporre la nostra sicurezza solamente in Dio.

Mi consola una cosa: quello che noi non riusciamo a compiere con le nostre sole forze, il Signore stesso lo compirà in noi a suo tempo, purché Lo lasciamo agire.

È questo che Gesù ci assicura, regalandoci un sussulto di speranza in una delle parole più belle del Vangelo: “Tutto è possibile a Dio” (Mc 10,27).