• 9 Febbraio 2026 5:46

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

“Tutta bella sei, Maria, e il peccato originale non è in te”: sono le parole iniziali dell’inno “Tota Pulchra”che dal IV secolo sostengono e testimoniano la fede dei cristiani nella concezione Immacolata della Madonna. Questo inno da sempre riecheggia tra le mura dei conventi francescani e ha formato i cuori dei frati, ben prima della proclamazione del dogma (1854), a venerare la Vergine Immacolata.

“In epoca di dispute teologiche, i frati non cantavano questo inno in Chiesa, per evitare scandali o polemiche. Hanno scelto di cantarlo nei refettori, dopo la cena del sabato, per manifestare la loro devozione nei confronti di Maria Immacolata. Ancora oggi conserviamo questa tradizione” racconta fra Davide Pintabona dei Frati Minori di Sicilia, che l’anno scorso ha dettato le Meditazioni del Triduo in preparazione alla solennità dell’Immacolata Concezione, promosso dalla Custodia di Terra Santa nella chiesa di San Salvatore a Gerusalemme.

DSC_0829 L’Immacolata, una devozione francescana
Fra Davide Pintabona della Provincia del Santissimo Nome di Gesù dei Frati Minori di Sicilia

Avvocata dell’Ordine

“È Francesco stesso che sceglie l’Immacolata come patrona e regina dell’Odine serafico” racconta fra Davide. San Francesco d’Assisi (XIII secolo), infatti, “circondava di indicibile amore la Madre del Signore Gesù, per il fatto che ha reso nostro fratello il Signore della Maestà e ci ha ottenuto la misericordia. In Lei, principalmente, dopo Cristo, riponeva la sua fiducia e, perciò, la costituì avvocata sua e dei suoi. (Leggenda Maggiore, IX). Tra i grandi devoti e sostenitori dell’Immacolata Concezione ci sono i santi francescani Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio, Giovanni Duns Scoto, Bernardino da Siena, Leonardo da Porto Maurizio. È anche grazie alla loro opera, che nel 1854, si arriverà alla proclamazione del dogma dell’Immacolata per tutta la Chiesa.

Duns Scoto e la “redenzione preventiva”

dun-scoto-236x300 L’Immacolata, una devozione francescanaFu soprannominato “Dottor Sottile” per l’acutezza del suo pensiero teologico. Papa Giovanni Paolo II, il giorno della beatificazione, lo definì cantore del Verbo Incarnato e difensore dell’Immacolato Concepimento di Maria”. Giovanni Duns Scoto, francescano di origine scozzese vissuto a cavallo del XIV secolo, studiò a Parigi e insegnò teologia in Inghilterra, Francia e Germania. Fu un appassionato difensore del privilegio dell’Immacolata Concezione di Maria e a lui si deve la cosiddetta “teoria della redenzione preventiva o preservativa”, secondo la quale anche la Madonna era stata redenta da Gesù, ma con una redenzione preventiva, appunto: prima e fuori del tempo, in previsione dei meriti del Figlio. È proprio questo l’argomento che ha consentito di superare gli ostacoli posti da altre scuole teologiche.

Nella tradizione francescana lImmacolata viene raffigurata con il Bambino Gesù in braccio, a indicare che è per i meriti del Figlio che Maria è pura: è Lui che toglie il peccato del mondo, con la sua incarnazione, passione, morte e risurrezione.

Fra Davide ha voluto mostrare la Vergine Maria “come la donna nuova, come una donna che non viene venerata semplicemente perché immacolata ma perché anticipa quello che sarà il nostro stesso destino. Inoltre ha sottolineato che “ciò che Maria ha ottenuto fin dall’istante del suo concepimento, è uneredità che anche noi siamo chiamati a raggiungere. Gesù stesso, con la beatitudine della purezza di cuore, e poi San Paolo, ci dicono che noi siamo stati scelti per essere santi e immacolati dinnanzi a Dio nella carità’”.

L’Immacolata maestra di minorità

“Maria meditava e contemplava la Parola nel suo cuore e Francesco sceglie la stessa via e la indica ai suoi frati come la via da seguire per vivere pienamente la nostra minorità” sottolinea fra Davide. “Maria è anche maestra di umiltà e ci insegna come vivere la nostra vocazione, non solo di frati, ma di cristiani, la cui vocazione è di essere santi. Nella vocazione a essere immacolati troviamo il compimento della nostra esistenza.