• 9 Febbraio 2026 5:47

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Feria propria del 23 dicembre

Letture: Ml 3,1-4.23-24   Sal 24   Lc 1,57-66

“Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio” (Lc 1,57).

giovanni-Battista-1-300x169 Sin dal grembo maternoIl brano evangelico che oggi meditiamo si sofferma su quello che accade nel giorno della circoncisione di Giovanni Battista, quand’è ancora un neonato. Il figlio di Zaccaria appare fin dall’inizio come un predestinato, la sua vita si situa nel solco delle grandi esperienze profetiche, come quella di Geremia: “Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni” (Ger 1,5).

La nostra vita appartiene a Dio, Lui chiama tutti e a ciascuno affida una pagina della storia della salvezza. Non siamo noi a scegliere. Paolo si presenta così: “chiamato a essere apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio” (1Cor 1,1). La consapevolezza che ad ognuno Dio affida una missione particolare è la premessa per accogliere e vivere con gioiosa obbedienza tutto quello che Dio chiede.

Non importa qual è il compito che Dio ci affida, ciò che conta è stare nel perimetro che Lui ha scelto per noi perché, come scrive Teresa di Lisieux, “l’unica gioia sulla terra sta nel compiere la sua volontà” (LT 255). Per vivere così dobbiamo disporci ad accettare senza resistenze quello che Dio ha pensato per noi.

La vocazione di ciascuno di noi è scritta da sempre nel cuore di Dio, anche se ci viene svelata – o viene da noi compresa – solo in un tempo preciso della nostra esistenza. La vocazione comune a tutti i Battezzati è quella alla santità che si concretizza, nei diversi stati di vita, nell’amore verso Dio e verso i fratelli. Rendiamo grazie a Dio per la vocazione che abbiamo ricevuto e disponiamoci a viverla con una maggiore fedeltà.