Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore
Epifania del Signore
Letture: Is 60,1-6 Sal 71 Ef 3,2-3.5-6 Mt 2,1-12
Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
I magi oggi ci insegnano ad intraprendere un cammino. Ad avere il coraggio di uscire da noi stessi, di alzare lo sguardo per andare oltre. La festa di oggi ci fa comprendere quanto sia importante uscire dagli schemi, il sapere osare. Affrontare la novità con stupore, lasciarsi guidare dalla vera luce e non da lucci che splendono e abbagliano. I magi ci insegnano ad avere le idee chiare, perché sanno scrutare i segni dei tempi, perché li sanno leggere con sapienza… perché sanno alzare lo sguardo verso il cielo e sanno camminare sulla terra. I magi ci insegnano a sfidare quel potere che non è servizio ma oppressione.
La codardia del potere
La novità, la luce vera, quella che ci mette a nudo, quella che ci indica la vera via da seguire, fa paura. A erode fa paura un bambino, fa paura la semplicità, fa paura la purezza di cuore, fa paura tutto ciò che non è potere, ricchezza, controllo e dominio sugli altri.
Alla luce degli ultimi eventi mondiali sembra rileggere questa pagina di Vangelo che la Liturgia ci propone oggi, giorno della manifestazione di un Dio che accoglie coloro che lo cercano nella povertà di una stalla. Erode vuole il potere assoluto, non vuole probabili rivali. Tutto ciò che ostacola il potere e il controllo della realtà dove vivo, va in un certo modo eliminato, messo a tacere, controllato… sottomesso. La logica di Erode è la logica non solo dei governati di oggi, ma è la logica che purtroppo molti cristiani attuano nel posto di lavoro, nella società, in parrocchia, nei conventi e in diverse realtà ecclesiali.
“E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”
I magi sanno fare discernimento, non si fanno trascinare da promesse dell’Erode di turno. Camminano per cercare e trovare un Re e trovano un bambino attorniato da due giovani Maria e Giuseppe. Non la forza delle armi, del potere, dell’inganno, ma la semplicità, la gioia e la nudità di un Dio che con l’incarnazione vuole rivestire i panni dell’uomo, compreso la sua fragilità. Non Gerusalemme, grande città, ma Betlemme piccolo borgo di pastori. Non un palazzo, ma una stalla.
Se cerchi Dio non lo troverai dove ci sono giochi di potere, accaparramento di ruoli. Non lo troverai dove il sacro diventa rifugio per sfuggire alla realtà, ma lo troverai nel contesto in cui vivi, nei luoghi che neppure immagini, perché l’habitat naturale di Nostro Signore e tra gli scartati, tra gli ultimi, tgra quelli che oggi non vogliamo accogliere ed etichettiamo in qualsiasi modo per mettere a tacere la nostra coscienza e la nostra indifferenza.
Il potere dei segni
Davanti alla forza del potere, dei segni di potere, i Magi e con loro chiunque insegue il sogno dell’amore e della pace, troverà il potere dei segni: un bambino avvolto in fasce nelle favelas, nelle baracche nelle macerie causate dall’egoismo, dal cinismo e dalla cattiveria di chi crede di essere il padreterno. Dio lo trovi in tutti coloro che sono vittime di un sistema che predilige l’armamento tagliando i fondi alla sanità, alla cultura, alle pensioni al salario dei lavoratori…
I Magi ci insegano a non rassegnarci, ma di alzare la testa, di percorrere un Cammino di seguire la stella. Se non lo trovi cerca ancora, forse lo troverai in quel luogo dove per diverse ragioni non vuoi andare. Sarà la periferia della tua città, sarà un ospedale, o forse la periferia del tuo cuore. Alza lo sguardo e mettiti anche tu in cammino avendo il coraggio di avere il potere di essere Figlio e Fratello di ogni umana creatura, per prostrarti e adorare il Cristo presente in ogni essere umano.
Buona epifania del Signore!
