• 9 Febbraio 2026 7:34

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento a cura di Suor Cristiana Scandura

Giovedì della prima settimana del Tempo Ordinario

Letture: 1Sam 4,1-11   Sal 43   Mc 1,40-45

“Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!»” (Mc 1,40s).

san-francesco-2-300x169 Se vuoi, puoi guarirmiIl Vangelo odierno ci mostra Gesù a contatto con la forma di malattia considerata a quei tempi la più grave, tanto da rendere la persona “impura” e da escluderla dai rapporti sociali: la lebbra. La legge riservava ai sacerdoti il compito di accertare e di dichiarare se una persona era lebbrosa, cioè impura; e ugualmente spettava al sacerdote constatarne la guarigione e riammettere il malato risanato alla vita normale.

Mentre Gesù andava predicando per i villaggi della Galilea, un lebbroso gli si fece incontro e gli disse: “Se vuoi, puoi guarirmi!”. Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale – e gli dice: “Lo voglio, guarisci!”. Nel gesto e nelle parole di Cristo c’è tutta la storia della salvezza, c’è incarnata la volontà di Dio di guarirci, di purificarci dal male che ci sfigura e che rovina le nostre relazioni. Nel contatto tra la mano di Gesù e il lebbroso è abbattuta ogni barriera tra Dio e l’impurità umana, questo gesto mostra che l’amore di Dio è più forte di ogni male, anche di quello più contagioso e orribile. Lasciamoci toccare e purificare da Cristo e usiamo, a nostra volta, misericordia verso i nostri fratelli.