• 9 Febbraio 2026 6:23

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

Martedì della II settimana del Tempo Ordinario 

Letture: 1Sam 16,1-13; Sal 88; Mc 2,23-28

“E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!” (Mc 2,27).

grano-300x188 Prima l'uomoPer Israele, il sabato era il giorno in cui tutti, uomo e animale, padrone e schiavo, grandi e piccoli, potevano partecipare al riposo di Dio. Così il sabato era espressione dell’alleanza tra Dio e l’uomo e la creazione. Spesso nei Vangeli le pratiche legate all’osservanza del Sabato diventano motivo di polemica e di scontro tra Gesù e i farisei. Rispetto ad esse, Gesù manifesta infatti una grande libertà che nasce dal suo desiderio di restituire al Sabato il suo vero significato.

Questa libertà ha evidentemente contagiato anche i suoi discepoli che, di sabato, spinti dalla fame, strappano delle spighe e le sfregano con le mani, compiendo una delle azioni proibite. A questo punto, i farisei li interrogano chiedendo loro il perché della trasgressione. Non sono però i discepoli a rispondere, ma Gesù stesso rievocando quanto fatto dal re Davide che, spinto dalla fame, mangiò e diede da mangiare ai suoi seguaci, i pani dell’offerta che solo ai sacerdoti era lecito mangiare. L’esempio riportato da Gesù testimonia che la vita dell’uomo con i suoi bisogni, anche i più elementari, come quello di nutrirsi, viene prima dell’osservanza della norma.

Se proviamo a leggere il resto del Vangelo di Marco ponendo attenzione a cosa fa Gesù di Sabato, scopriamo che la sua signoria su questo giorno si rivela nel restituire all’essere umano una vita piena e abbondante. Davanti al comportamento di Gesù, siamo spinti a chiederci se ciò che ci spinge ad agire è la sua stessa passione per la vita dell’uomo, il desiderio di contribuire affinché tutti possano godere di una vita “piena e abbondante”.