• 9 Febbraio 2026 6:23

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Suor Cristiana Scandura

San Francesco di Sales 

Letture: 2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27;  Sal 79;  Mc 3,20-21

“Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo” (Mc 3,20).

Gesu-7-300x201 Fuori di séLa brevità del Vangelo di oggi è inversamente proporzionale all’efficacia dell’immagine. Infatti l’immensità della gente che attornia Gesù è così grande che si ha subito la sensazione che l’evangelista Marco stia man mano facendo percepire che l’identità di Gesù si sta rivelando, e proprio per questo il suo seguito diventa incontenibile. Tuttavia cominciano anche i primi seri rifiuti e cominciano proprio a partire dagli stessi familiari di Gesù che cercano di prenderlo perché dicono: «È fuori di sé».

In un certo senso concordo con i parenti di Gesù: Egli è davvero “fuori di sé”. Senza saperlo i famigliari di Gesù ci rivelano un tratto nuovo ma autentico del Signore. È tipico di colui che ama essere fuori da se stesso, perdersi completamente nell’amato. È la legge dell’amore. San Paolo parla di “follia” riferendosi alla morte in croce di Gesù. Per amore Gesù “è fuori”. Fuori dalla sua casa, straniero in una terra e in un regno che non gli appartiene: “Il mio regno non è di questo mondo”, afferma. È fuori dai suoi privilegi divini, da ogni compromesso col male, da ogni logica con il potere umano. Nasce fuori dai centri abitati e muore fuori le mura di Gerusalemme.

Bisogna essere “fuori di sé” per farsi toccare da una peccatrice, per entrare nella casa di Zaccheo, per chiamare un esattore delle tasse come discepolo. Bisogna essere “fuori di sé” per affidare la cassa del gruppo a Giuda, ladro e tanto avido da tradirlo per trenta denari. Bisogna essere fuori di sé per donare la propria vita fino alla morte di croce. Il Signore ci conceda un po’ di questa follia.