«A Niscemi c’è una situazione estremamente grave per tante famiglie, i vescovi si stringono a queste comunità in una vicinanza che è anche aiuto concreto». Lo ha detto il segretario della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Giuseppe Baturi, intervenendo in conferenza stampa a conclusione dei lavori del Consiglio permanente della Cei. Alla domanda se non sia giusto destinare le risorse riservate al Ponte sullo Stretto al dissesto idrogeologico come chiesto dalle opposizioni, Baturi ha risposto: «Non siamo entrato in questi dettagli ma certamente come ci ha insegnato papa Francesco, sul creato e sull’ambiente la questione sociale è imprescindibile da quella sociale».
A Niscemi (Caltanissetta) la frana con un fronte lungo 4 chilometri che si è aperta in una parte del paese, ha già costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le case. E la frana continua. «L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela», ha avvertito il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Molti degli sfollati non rientreranno più nelle proprie abitazioni. Il territorio non è nuovo a questo tipo di fenomeni, strettamente legati alla conformazione geologica dell’area. Un episodio analogo si verificò il 12 ottobre 1997.
Oggi a Niscemi è arrivata anche la premier Giorgia Meloni. «La situazione è particolarmente complessa e siamo intenzionati, io sono intenzionata, a dare risposte immediate: voi sapete meglio di me perché in questo territorio ci vivete che Niscemi non è nuova a questi disastri e il sentimento della popolazione rispetto a quello che è accaduto nel 1997 con indennizzi che sono arrivati dopo 14 anni, e definitivamente anche dopo 28 anni. È qualcosa che mi rendo conto ha impattato giustamente sui cittadini e sulla aspettativa che i cittadini hanno dalla politica. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità». Così ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo alla riunione sull’emergenza maltempo a Catania, come si vede in un video diffuso da Palazzo Chigi.
La macchina della solidarietà è già in moto per gli sfollati di Niscemi. In totale oltre 1.500 hanno trovato accoglienza nel palazzetto dello sport, allestito con decine di brandine, e nella casa di riposo “Giugno”. La gente porta indumenti, piumoni e coperte ai volontari che stanno dando assistenza alle persone che hanno dovuto abbandonare le case per la frana. «Tutti noi volontari siamo qui nel palazzetto – dice Salvatore Nanforo, responsabile gruppo scout Agesci di Niscemi – qui ci sono un dormitorio e refettorio. Stiamo gestendo la situazione, nel migliore modo possibile per aiutare le persone che non possono rientrare nelle proprie abitazioni. Stanno arrivano tante donazioni che stiamo gestendo. La macchina dell’accoglienza funziona grazie all’attività del sindaco e della Protezione civile». Nella casa di riposo agisce tra gli altri l’assistente sociale Stefania Cunsolo. «Stiamo cercando di aiutare le persone, abbiamo sistemato brandine e materassi per ospitare più persone possibile. Le sosteniamo anche da un punto di vista psicologico, oltre a recuperare indumenti, coperte, tovaglie. Ritornare alla normalità sarà difficile, ma la speranza è questa».
