• 26 Marzo 2026 16:16

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

In occasione della   30ª Giornata Mondiale della Vita Consacrata che si celebra oggi, il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, qualche giorno fa, ha rivolto una toccante lettera a tutti i consacrati e le consacrate del mondo. Intitolato “Profezia della presenza: vita consacrata dove la dignità e ferita e la fede e provata”, il documento è un invito a riconoscere il valore di coloro che scelgono di “rimanere” nelle frontiere più difficili dell’umanità.

Il Dicastero riconosce la preziosità del “rimanere nelle difficoltà”: è una qualifica della missione delle persone consacrate in contesti di conflitto, instabilità politica, povertà estrema e migrazioni forzate.  Il “restare” spesso assume volti e fatiche diverse, perché diverse sono le complessità delle nostre società. La Vita Consacrata è, prima di tutto, un seme di speranza e profezia in mezzo alla fragilità, e, in specifico, la vita apostolica, rende visibile una prossimità operosa che sostiene la dignità ferità.

Sulla scia del grande Giubileo appena concluso, con al centro il tema della speranza, viene ricordato ai religiosi e alle religiose di tutto il mondo che la loro stessa consacrazione è un segno che richiama la presenza di Dio nella storia, nella vita dell’umanità, è un fermento speranza. Portare speranza, come pellegrini che vanno là dov’è l’uomo ferito per offrire dignità, è lo stile evangelico di vita che ci viene consegnato dalla Chiesa.

È possibile scaricare il messaggio qui sotto o trovarlo su www.vatican.va