• 9 Febbraio 2026 4:02

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Riapertura scuola di Ginostra dopo vent’anni: il racconto di Monica

Monica Abbate è la mamma di Aisha, sei anni a giugno, che a settembre entrerà come unica alunna nella scuola primaria più piccola d’Europa. Con il sostegno di tutta la comunità, ha ottenuto la riattivazione di una classe nella piccola frazione di Stromboli: un’isola nell’isola, collegata soltanto via mare. «La mia è una battaglia per il diritto all’istruzione», dice, «ma anche per il diritto a restare a Ginostra, dove nostra figlia vive a contatto con la natura»

Ginostra è una di quelle isole in cui le lancette dell’orologio sembrano essersi fermate e i ritmi sono dettati dalla natura. Vivere qui, in questa frazione dell’isola di Stromboli, è una scelta di vita dalla quale a malincuore si torna indietro. Soprattutto se si è costruita una famiglia.

A settembre, dopo 20 anni, riaprirà la scuola primaria. In classe ci sarà una sola alunna, Aisha, sei anni a giugno, che non vede l’ora di occupare il suo primo banco nella scuola più piccola d’Europa. Monica Abbate, la sua giovane mamma, ce l’ha messa tutta per fare in modo che la bambina cominciasse il suo percorso formativo nella stessa isola in cui vive, scongiurando il pericolo di dover affrontare ogni giorno almeno un’ora di aliscafo per raggiungere Lipari. Meteo permettendo.

«Non è stato facile né scontato», racconta, «ma ce l’abbiamo fatta. Una vittoria per tutta la nostra comunità che ha seguito sin dall’inizio questa nostra avventura». Per garantire il diritto allo studio, la giunta municipale ha infatti deliberato la proposta di apertura del plesso scolastico, inviata all’Ufficio scolastico provinciale di Messina e al dirigente dell’Istituto comprensivo Isole Eolie. A ospitare la classe, sarà la canonica.

30 abitanti d’inverno, 350 in estate

«Aspettiamo tutti l’arrivo di settembre», aggiunge Abbate, «ma è normale perché siamo come una grande famiglia. Finché l’isola non si riempie di turisti, viviamo in una speciale dimensione, comprensibile soltanto se la si vive. Quando hai voglia di vedere qualcuno scendi in paese e trovi sempre qualcuno con cui poter chiacchierare. Se hai voglia di stare da solo, resti a casa o raggiungi le zone più alte dell’isola. Insomma, qui trovi la tua dimensione ovunque, è un’isola che ti offre tantissime possibilità per stare bene».

Vivere in un’isola ti dà maggiore libertà, è un meraviglioso contatto con la natura, uno stile di vita diverso ma senza lo stress quotidiano, cresci senza il consumismo della città, delle luci artificiali

Monica Abbate

Un’isola, Ginostra, nella quale Monica Abbate ha trascorso un’infanzia felice grazie alla nonna con la quale trascorreva tutte le estati. Poi, a 18 anni, insieme alla sorella ha aperto un ristorante allungando il periodo in cui passava qui le sue giornate. Il marito Raffa Bazine è nato e cresciuto a Mazara del Vallo, ma da 16 anni è cittadino di Ginostra.

Crescere in una piccola isola

«È sbagliato pensare che per nostra figlia vivere a Ginostra la privi di tante cose», continua la mamma. «Quando ci allontaniamo per qualche impegno fuori dall’isola lei scalpita per tornare prima possibile. Qui ha la possibilità di confrontarsi con alcuni coetanei tedeschi che vivono accanto a noi anche per mesi interi. E poi ci sono i ginostresi che la adorano. Sembra strano da credersi, ma ci confrontiamo con molte più persone di quante ce ne sarebbero in città. Poi c’è mio marito che ha un’impresa edile e si occupa della manutenzione delle case, tenute chiuse in attesa dell’estate. Da fare ce n’è veramente tanto. Ma poi tutto questo non vuol dire che siamo totalmente fuori dal contesto cittadino perché siamo a un’ora da Lipari e a due ore da Milazzo. Quando hai bisogno di qualsiasi cosa o se hai voglia di andare al cinema, a teatro, puoi prendere un aliscafo, vai e torni».

Finché l’isola non si riempie di turisti, viviamo in una speciale dimensione. Quando hai voglia di vedere qualcuno scendi in paese e trovi sempre qualcuno con cui chiacchierare. Se hai voglia di stare da solo, raggiungi le zone più alte dell’isola

Monica Abbate

«Noi cerchiamo di farle fare qualsiasi cosa facciamo noi, aiutandola a sviluppare la sua manualità. Così, se ci occupiamo dell’orto e degli animali, lei sta con noi a curare la natura che le sta attorno, se siamo impegnati nella manutenzione delle case diamo a lei un pezzetto di legno e lei comincia a dipingere. Aisha ama anche stare con me in cucina, per esempio impastando il pane e aspettando di vederlo uscire dal forno caldo caldo. E una delle sue grandi passioni è la fotografia: ha una sua macchina fotografica con la quale passa tutto il giorno a scattare».

Un’isola nell’isola

Da delegata del Comune di Lipari a Ginostra, Monica Abbate guarda sicuramente con altri occhi le esigenze di una popolazione così numericamente ridotta: «Il Comune di Lipari si sviluppa su sei isole diverse (Lipari, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi e Alicudi) più la frazione di Ginostra che è un’isola nell’isola: anche si trova nell’isola di Stromboli, è collegata soltanto via mare. Il Comune deve, quindi, avere un delegato in ognuna di queste isole. Le emergenze? Ne abbiamo avute parecchie con le alluvioni degli ultimi anni. Il ciclone Henry, per esempio, è arrivato anche da noi. Poi siamo sotto un vulcano attivo, quindi per noi è sempre un stare all’erta. Se penso che sia pericoloso? Ritengo che ci siano molti più pericoli in città».

«In molti mi chiedono perchè questa scelta, anche in virtù del fatto che abbiamo una bambina piccola», conclude Abbate. «In realtà, vivere in un’isola ti dà maggiore libertà, è un meraviglioso contatto con la natura, uno stile di vita diverso ma senza lo stress quotidiano, cresci senza il consumismo della città, delle luci artificiali. Nelle nostre strade, per esempio, non ci sono le luci, quindi dobbiamo fare tutto prima che scenda la sera. Qui le giornate non le stabiliscono l’orologio o la vita d’ufficio, le otto ore lavorative, ma il sole, se c’è bello o cattivo tempo. Per fortuna siamo in Sicilia e, quindi, spesso splende il sole su di noi. Qui è la natura la padrona e ne siamo ben felici».

(Fonte. vita.it – Gilda Sciortino)