• 9 Febbraio 2026 2:00

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore

V domenica del Tempo Ordinario (A)

Letture: Is 58,7-10/ 1Cor 2,1-5/ Mt 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

gesu-1-300x144 L'umiltà del sale e della luceVedi che Gesù sta parlando con te che leggi, e anche con me che scrivo. Sei proprio tu la luce del mondo e il sale della terra, cosi come lo dice anche a me. Ma se si riferisce ad ognuno di noi, perché usa il voi?  È per affermare che il Vangelo, la relazione con lui, la Fede, la vita cristiana non è un qualcosa che riguarda l’individuo che si deve guadagnare il paradiso con le opere buone e con la partecipazione a vari riti, ma è un fatto e non un ordine che permette di fare comunità, di essere famiglia che si raduna per testimoniare Dio per poi donarsi al prossimo.

Noi siamo già luce del mondo e sale della terra, non dobbiamo diventarlo. Non è una questione di possesso o di qualità semplicemente umana, di identità.

Ognuno di noi in quanto battezzato è luce ed è sale. Bisogna capire che tipo di luce siamo, che sapora diamo. Se siamo una luce infelice, triste, oscurante, o siamo una luce che mette gioia, che indica la direzione, consegna sapienza.

Chi segue Cristo se non emana luce, il mondo è al buio. Don Fabio Rosini  nel suo commento al Vangelo di questa domenica afferma che Cristo è la luce che riverbera la luce del Padre. Lo dice lo stesso Gesù nel Vangelo di San Giovanni: “Chi vede me vede il Padre… io e il padre siamo una cosa sola”.

croce-giovani-300x200 L'umiltà del sale e della luceBella l’immagine della luce sul lucerniere: Gesù, la vera luce viene messo sul candelabro, cioè innalzato sulla croce. In quel preciso momento sulla terra scendono le tenebre, l’unica luce è Cristo Povero e Crocifisso. Siamo luce se facciamo riferimento a lui, se viviamo di lui, se cibiamo di lui della sua Parola.

Siamo sale se sappiamo dare sapore alla nostra vita, se quello che facciamo lo facciamo solamente per dare gloria a Dio. La gente capisce se siamo sale e luce se tutto quello che facciamo, lo facciamo dando gloria al Padre.  Si è sale e luce quando viviamo ciò che dice il profeta Isaia: “…dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, senza tetto, vestire uno che vedi nudo. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà”.

Noi siamo solamente una matita o uno strumento, tutto il bene che facciamo non ci appartiene va restituito al Signore.

luce-300x158 L'umiltà del sale e della luceA volte tentiamo di costruire un cristianesimo fatto di nostre opere, cerchiamo i nostri momenti di gloria, una gloria umana autoreferenziale, una dimensione auto edificante e auto celebrativa.  Forse perché non abbiamo capito che siamo figli di un Padre che predilige l’umiltà, il fare le cose assieme, in comunione, decidendo assieme, non appropriandosi di nulla.

Come scrive Curtaz, credo che sia necessario osservare l’umiltà del sale e della luce. Non attirano l’attenzione su di sé, non si mettono al centro. Non hanno lo scopo di perpetuare se stessi, ma di valorizzare l’altro.

Per fare ciò bisogna davvero spogliarsi del proprio io e fidarsi del Signore, abbandonarsi a Lui. La candela fa luce senza saperlo e non si vanta, il sale da sapore e neppure lo sa e non pensa che senza di lui mangiamo male… siamo noi a dirlo.

Quando ci fidiamo di Dio, tiriamo il meglio che c’è in noi e siamo veri, siamo noi stessi e, solo se sei te stesso puoi davvero emanare la luce di Cristo per fare emergere il bello, per dare una svolta ad un mondo che predilige la chiusura anziché l’accoglienza, che predilige la guerra anziché la pace, che predilige la violenza anziché una carezza che esprime amore e tenerezza.

La cosa che mi fa saltare di gioia è la fiducia che Dio da ad ognuno di noi: non importa se sei un cerone o una piccola candela, ciò che importa e tu faccia luce.

Buona domenica!