Commento di Suor Cristiana Scandura
Lunedì della V settimana del Tempo Ordinario
Letture: 1Re 8,1-7.9-13 Sal 131 Mc 6,53-56
“E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano” (Mt 6,56).
L’arrivo di un personaggio importante, normalmente causa una piccola rivoluzione nel luogo che visita, soprattutto quando si tratta di un posto non aduso a vivere grandi eventi. Infatti, nei paesi più piccoli, ordinariamente, regna la ripetitiva cadenza di una vita caratterizzata dal quotidiano fare le stesse cose e dal vedere sempre le stesse persone. Per questo, l’arrivo di Gesù in villaggi, città o campagne, veniva vissuto come un vero e proprio evento e la notizia del suo arrivo si divulgava sollecitamente, specialmente tra chi non voleva perdere l’opportunità di poter incontrare e toccare il Signore, nella speranza fiduciosa di guarire dalle proprie infermità.
A Papa Francesco piace parlare della “rivoluzione della tenerezza”, portata dal Figlio di Dio. Ci viene facile immaginare che proprio questa tenerezza si diffondesse dallo sguardo di Gesù, mentre guariva ciascun malato e mentre, come ha fatto più volte, portava nella loro vita anche la guarigione spirituale attraverso il perdono dei peccati.
Chiediamo al Signore, non solo la grazia di guarire le nostre malattie, fisiche o spirituali, ma anche di avere la sua stessa compassione e tenerezza nei confronti del nostro prossimo.
