• 10 Febbraio 2026 0:07

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Tratta, mons. Fragnelli: “porre fine al fenomeno”

“Da ogni continente e da ogni tradizione, ci uniamo nella preghiera, chiedendo a Dio, padre di tutti, di aiutarci a porre fine alla tratta di persone: è una chiamata di civiltà morale, culturale e spirituale”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, durante la messa che ha presieduto in cattedrale per le vittime di tratta e per pregare per le vittime migranti che non hanno un nome. In un comunicato, la diocesi di Trapani ha sottolineato che potrebbero essere mille e non 380 come inizialmente suggerito dagli allarmi e dagli Sos lanciati dal mare, i migranti vittime di naufragio durante i giorni del ciclone Harry in cui le condizioni del mare sulle rotte dei viaggi della speranza nel Mediterraneo sono state estreme. Inoltre, qualche giorno fa il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato in mare nei pressi del castello della Colombaia a Trapani.

Nella sua omelia, mons. Fragnelli ricordando che l’“8 febbraio ricorre la festa di santa Giuseppina Bakita, venduta schiava all’età di sette anni”, ha definito la tratta “un fenomeno sommerso di tenebra disumana, difficile da quantificare esattamente”.

“Per lo più – ha proseguito il vescovo – sono donne e bambine rese vulnerabili in tanti modi: sfruttamento sessuale e lavorativo, matrimoni forzati e nonostante l’accresciuta capacità di connessione mondiale, il fenomeno è in aumento, favorito dai movimenti migratori”.

Mons. Fragnelli ha poi spiegato che, nel proseguo della messa, “durante la processione offertoriale consegneremo sull’altare cinque candele come simbolo di pace, fede, amore, giustizia e speranza. Cinque bambini, chiamati a rappresentare i cinque continenti si fanno voce di tutti i piccoli e i grandi schiavi che chiedono la liberazione e il riconoscimento pieno della loro dignità. Dignità anche per la povera migrante approdata morta sugli scogli della nostra terra trapanese, che sarà seppellita nel nostro cimitero. Dignità per tutti i fratelli e le sorelle che continuano a morire nel nostro Mediterraneo”.