Commento di Suor Cristiana Scandura
Beata Vergine Maria di Lourdes
Letture: 1Re 10,1-10Â Â Â Sal 36Â Â Â Mc 7,14-23
«Ascoltatemi tutti e intendete bene: non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo» (Mc 7,15).
Gesù non si stanca di istruire la folla. Nel Vangelo di oggi Egli dà un insegnamento sul puro e sull’impuro, indicando un passaggio che è fondamentale compiere: il passaggio dall’esteriorità all’interiorità , dalle cose al cuore. La vera religione, infatti, è un ritorno al cuore. Il grande pericolo, per i credenti di ogni tempo, è di vivere una religione dal «cuore lontano», fatta di pratiche esteriori, di formule recitate solo con le labbra, omettendo la cosa più importante: la cura e l’attenzione verso i poveri e i bisognosi nel corpo e nello spirito.
Il pericolo del cuore di pietra, del «cuore lontano» da Dio e dai poveri è quello che Gesù più teme. «Il vero peccato per Gesù è innanzitutto il rifiuto di partecipare al dolore dell’altro» (J. B. Metz), è l’ipocrisia di un rapporto solo esteriore con Dio. Lui propone il ritorno al cuore, per una religione dell’interiorità . Con l’affermazione che fa nel Vangelo odierno, Gesù scardina ogni pregiudizio circa il puro e l’impuro, quei pregiudizi così duri a morire.
Ogni cosa è pura, come è scritto: «Dio vide che tutto era cosa buona». Gesù benedice di nuovo le cose. Ciò che dobbiamo custodire è il cuore, avendo cura che sia abitato solamente dai sentimenti di Cristo Gesù che sono: l’amore, la compassione e la tenerezza.
