Commento di Suor Cristiana Scandura
Martedì della VI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Giac 1,12-18 Sal 93 Mc 8,14-21
“«Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane»” (Mc 8,15s).
Che cos’è che prende normalmente il sopravvento nella nostra vita? La preoccupazione di ciò che ci manca oppure la gratitudine per ciò che abbiamo, o meglio per ciò che il Signore ci ha donato? Con una serie di domande Gesù induce i suoi discepoli a ricordare i prodigi che ha appena compiuto: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette».
Stupito e meravigliato per tanta dimenticanza (= indurimento del cuore) aggiunse: «Non capite ancora?» Anche se abbiamo assistito a tanti miracoli quotidiani, può succedere anche a noi, di farci conquistare dalle logiche mondane e di cadere in una sorte di dimenticanza circa le meraviglie che il Signore ha compiuto e ogni giorno compie per noi. Anziché lamentarci continuamente, dovremmo conservare grata memoria per i benefici ricevuti dal Signore. Per quale di essi oggi vogliamo ringraziarlo?
