• 27 Marzo 2026 16:55

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

“Il rev. Pietro Follador (Fra Celestino), incardinato in questa diocesi e colpevole di aver violato gli obblighi imposti dall’Ordinario diocesano e di aver commesso il delitto di scisma, a norma del can. 1364, è incorso nella scomunica latae sententiae ed è stato condannato alla dimissione dallo stato clericale”. Così mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti, in una nota alla diocesi: “Nonostante la proibizione di porre atti del ministero sacerdotale, egli ha continuato ugualmente ad esercitarli e a manifestare atteggiamenti pubblici di non comunione con la Chiesa cattolica, con i Sommi Pontefici Francesco e Leone XIV, e con il vescovo diocesano, senza manifestare alcun segno di ravvedimento”.fra-celestino-e1774612198472-285x300 Diocesi di Patti. Fra Celestino scomunicato per scisma

Il vescovo aggiunge: “Si porta, dunque, a conoscenza l’intera comunità diocesana che il signor Pietro Follador non può più celebrare l’Eucaristia, non può più porre alcun atto di ministero”. E conclude: “A norma del diritto, è sprovvisto della facoltà di ascoltare le confessioni e di assolvere dai peccati”.

Pietro Follador, noto come fra Celestino della Croce che aveva iniziato la sua vita religiosa tra i Frati Rinnovati per poi distaccarsi da loro e incardinarsi come religioso nella diocesi di Patti, era già stato sospeso dal vescovo nel 2023, quando con don Alessandro Maria Minutella aveva lanciato un tour nel quale celebravano riti non autorizzati, proclamavano miracoli e guidavano una rete di fedeli tradizionalisti.

Ciò che fa riflettere è la mancanza di segnali di ravvedimento da parte dell’ex frate e sacerdote, ma l’ostinazione nel gettare fango sulla Chiesa definendola falsa così come falsi sono sia il compianto Papa Francesco e l’attuale papa, Leone XIV.