Non solo una preghiera, ma un grido. Un grido che si alza dalla Stazione Centrale di Messina, tra i volti segnati dalla fatica e dall’abbandono, per dire no a ogni forma di violenza, alla guerra, all’indifferenza che uccide. Anche quest’anno i Frati Minori, ormai da anni accanto ai poveri che frequentano la zona stazione, hanno proposto la Via Crucis. A presiederla il Vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi di Messina Mons. Cesare Di Pietro.
Tantissimi i presenti, tra cui diverse realtà ecclesiali cittadine, movimenti e associazioni tra cui gli Scout che ieri sera, hanno scelto di camminare accanto agli ultimi sulle orme di Cristo Povero e crocifisso. Proprio lì, dove la fragilità è più evidente, la fede si è fatta presenza concreta: un pasto condiviso, una carezza, un ascolto vero… la preghiera. La croce a forma di Tau , molto cara a San Francesco di Assisi e ai francescani, realizzata dagli ospiti della Casa della Misericordia dell’Associazione Terra di Gesù, è diventata il cuore pulsante di questo cammino.
Una croce povera, ma potente, segno della dignità inviolabile di ogni essere umano. Una croce che parla oggi più che mai: parla delle vittime della strada, dei poveri dimenticati, delle donne spezzate dalla violenza, delle vite distrutte dalle guerre.
In ogni stazione descritta dai disegni realizzati dalla Gioventù Francescana del Santuario Nostra Signora di Lourdes di Messina, il dolore di Cristo si è intrecciato con quello dell’umanità ferita: il pianto delle vittime di femminicidio, il silenzio di chi subisce violenza, la disperazione di chi fugge dai conflitti, la solitudine di chi non ha più nulla. Non un rito distante, ma una denuncia viva, che interpella le coscienze. “Non possiamo restare indifferenti davanti al dolore degli altri”, richiama con forza Papa Francesco, da sempre voce profetica contro la guerra e ogni ingiustizia. Un monito che trova eco tra questi binari, dove ogni giorno si combattono battaglie silenziose.
I testi preparati dai Frati Minori e i canti animati dal Rinnovamento nello Spirito “Comunità Maria di Nazaret”, hanno aiutato a pregare e a creare un clima di silenzio e di raccoglimento. Ciò che resta non è solo una celebrazione: è una responsabilità. Perché quella croce, portata tra la gente da chi ha vissuto e vive momenti difficili, continua a chiedere scelte concrete. Chiede di fermare la violenza, di spegnere le armi, di difendere i più deboli, di non voltarsi dall’altra parte. Dalla stazione di Messina si leva così un messaggio chiaro e universale: non c’è pace senza giustizia, non c’è fede senza amore, non c’è futuro senza il coraggio di dire basta alla guerra e a ogni forma di violenza.
Il Tau alla fine del pio esercizio della Via Crucis é stata consegnata alla Parrocchia di San Giacomo apostolo di Camaro, a riceverla é stato il parroco Mons. Francesco La Camera accompagnato dalla Confraternita di San Giacomo. La Parrocchia di Camaro terrà il Tau per un anno per poi consegnarla ad una realtà ecclesiale.
Prima della conclusione Fra Giuseppe Maggiore responsabile della Cappellania della Stazione Centrale e Marittima, ha ringraziato tutti i presenti.
Prezioso e utile la collaborazione con RFI e con Polfer e Polizia Municipale che hanno permesso la buona riuscita dell’evento.
