«Don Baldassare Meli era un “eretico”… Quale è stata la sua eresia? Credere che l’amore vince, che il Signore è più grande delle nostre paura e fragilità». Le parole di don Luigi Ciotti tracciano il tratto umano di don Meli, il parroco di Santa Lucia di Castelvetrano, scomparso nel 2020 (il 27 giugno 2026 saranno sei anni dalla sua morte).

Don Ciotti, fondatore di “Libera”, è stato ospite dell’incontro promosso dalla comunità di Santa Lucia nell’aula magna del Seminario vescovile di Mazara del Vallo, dal titolo del libro “Ti ho amato, luci di fede e carità della vita di don Meli”.
«Don Baldassare si è riconosciuto nell’insegnamento di Gesù, nel carisma di don Bosco che ha determinato il suo cammino – ha detto don Ciotti – ha cercato il Signore nella strada, nei luoghi più impensati, tra chi fatica per le ingiustizie».

Don Meli ha cercato chi era ai margini, lo ha fatto all’Alberghiera di Palermo (dove scoppiò l’inchiesta sulla pedofilia) e lo ha fatto nel quartiere Belvedere di Castelvetrano, periferia sud della città. «Don Meli ha capito che il Vangelo non è un libro ma è una pelle che si tocca – ha detto don Luigi Ciotti – quella Parola che ci invita a incontrare Dio nelle persone».
Il fondatore di “Libera” ha dato a don Meli l’appellativo di “eretico”, «sapete quale era la sua eresia? Credere che l’amore vince e che il Signore sia più grande delle nostre paure e fragilità». Don Meli aveva capito che Dio non abita solo nei tabernacoli d’oro, «ma anche nei cortili dove la gente lotta per la sopravvivenza».
Il sorriso e l’abbraccio segni dell’accoglienza e poi il rigore per combattere le ingiustizie. Questo era don Baldassare Meli, uomo di preghiera ma anche testimone di impegno per il bene comune: «Lui era convinto che era possibile trasformare la realtà sociale con la forza del Vangelo – ha detto ancora don Ciotti – per lui il bene comune si costruiva a partire dai rapporti umani, dalla capacità di ascoltare, di accogliere le parole degli altri, le paure, le speranze e i bisogni».
All’incontro hanno portato la loro testimonianza: Rosy Costa, Ninetta Sammarco, Matilde Treno, Vincenzo Pugliese e suor Luisa Bonforte, presente il Vescovo di Mazara del Vallo mons. Angelo Giurdanella.
(Fonte: condividere.info)