Commento di Suor Cristiana Scandura
Lunedì della VI settimana di Pasqua
Letture: At 16,11-15 Sal 149 Gv 15,26-16,4
“Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza; e anche voi mi renderete testimonianza” (Gv 15,26s).
Quando i cristiani, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, sono veramente lievito, luce e sale della terra, rendono testimonianza a Cristo, divenendone pura trasparenza. Talvolta però questa testimonianza suscita un’avversione violenta. Quanto utile è allora guardare alla luminosa testimonianza di chi ci ha preceduto nel segno di una fedeltà eroica sino al martirio!
È vero: apparentemente sembra che la violenza e la persecuzione si rivelino più forti, mettendo a tacere la voce dei testimoni della fede, che possono umanamente apparire come persone sconfitte, ma in realtà sono proprio loro che fanno la storia, insieme a Cristo.
Afferma in proposito Tertulliano: “Il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”. Nella sconfitta, nell’umiliazione di quanti soffrono a causa del Vangelo, agisce una forza che il mondo non conosce: “Quando sono debole – esclama l’apostolo Paolo – è allora che sono forte” (2Cor 12,10). È la forza dell’amore, inerme eppure vittorioso anche nell’apparente sconfitta. È la forza che sfida e vince la morte.
