Commento al Vangelo di Fra Giuseppe Maggiore
Ascensione del Signore
Letture: At 1,1-11 Sal 46 Ef 1,17-23 Mt 28,16-20
“In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato”
La Galilea è il luogo dove gli apostoli incontrano Gesù la prima e l’ultima volta. Dal punto di vista cronologico è l’ultimo incontro visibile di Gesù, da quel momento inizia il nuovo tempo della Chiesa e la missione che deve intraprendere: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.”
Il brano di oggi evidenzia il fatto che i discepoli pur avendo vissuto con il Signore, pur avendo visto con i propri occhi le opere che il Padre ha compiuto in lui, dubitano, sono disorientati e confusi, le loro prospettive, le certezze della tradizione, la religione con le sue regole la fede di sempre sono state profondamente scosse. Un po’ riusciamo a capirlo anche noi in questo periodo dove le guerre aumentano, così come le violenze fisiche e verbali, basta aprire i social…
Perché il punto d’incontro è la Galilea e non Gerusalemme? Perché la Galilea è un simbolo, è la regione “lontana” dai poteri di Gerusalemme, di “incontro” tra le genti, di “confine”, luogo “disprezzato”, “imperfetto” e “libero”; è dove Gesù ci “precede” (Mt 26,32), dove siamo chiamati ad “andare” se vogliamo “vedere” il Risorto (Mt 28,10). Per credere, ed essere credibili dobbiamo tornare in Galilea. Stare tra la gente di poco conto, disprezzata, scartata, ascoltare il grido dei poveri. Curare, fasciare le ferite di chi ha il cuore squarciato dall’odio, di chi è vittima del veleno che emana l’orgoglio, la superbia, la calunnia…l’arrivismo, la sete di potere, l’autoreferenzialità.
Non basta andare a messa tutti i giorni e tutte le domeniche, serve alzare lo sguardo e cercare le cose di lassù e non quelle della terra, serve stare con i piedi a terra e farsi trascinare dalla voce dello Spirito Santo che ci spinge ad una missione speciale: avere il coraggio di fare scelte che profumano di vangelo in ogni angolo di terra per testimoniare che Cristo è Risorto e che non siamo soli.
Egli, il Signore è con noi sempre: quando si spezza e si versa nell’Eucarestia, quando spezza la Parola per noi, quando noi prestiamo le nostre mani per compiere azioni di pace, quando diventiamo profezia scomoda per chi predica l’esclusione, per chi predica odio. Solo uno è il comandamento da osservare: l’amore, per renderlo sempre presente in mezzo a noi.
Buona domenica dell’Ascensione del Signore!
