Commento di Fra Marcello Buscemi e Tiziana Frigione
Venerdì della XI settimana del Tempo Ordinario.
Letture: 2Cor 11,18.21-30; Sal 33; Mt 6,19-23
Riflessione biblica
“Se il tuo occhio è semplice, tutto il tuo corpo sarà luminoso”. L’occhio vede, il cuore desidera; l’occhio illumina la realtà della vita, il cuore splende di verità, di bontà, di amore. Ma tutto ciò avviene, se il cristiano ha preso sul serio la 6ª beatitudine: “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5,8), cioè quelli che hanno il cuore orientato a Dio e in qualunque cosa che fanno cercano la gloria di Dio e pongono come criterio del proprio comportamento la parola di Dio. Si servono di ogni cosa creata da Dio, ma la loro vera ricchezza è posta in Dio.
Per operare con tale orientamento semplice e diretto, abbiamo bisogno che “il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, ci dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi” (Ef 1,18-19). Il “tesoro di gloria” è Gesù stesso: “Intimamente uniti nell’amore, possiamo essere arricchiti di una piena intelligenza per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo: in lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza” (Col 2,2-3). Tesoro è la parola di Gesù che annuncia il Regno di Dio: “prezioso tesoro, che un uomo trova e nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo” (Mt 13,44). E da quel tesoro “ogni discepolo del regno dei cieli diviene come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Ma non sempre il nostro “occhio” contempla la gloria di Dio e non sempre il nostro “cuore” è orientato a lui, allora ascoltiamo la voce di Gesù: “Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce” (Gv 12,35-36). Allora, “rifulga la luce dalle tenebre, e Dio la faccia rifulgere nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo” (2Cor 4,6). Egli è il nostro tesoro, che ci arricchisce amando il povero e il bisognoso: “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Per operare con tale orientamento semplice e diretto, abbiamo bisogno che “il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, ci dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi” (Ef 1,18-19). Il “tesoro di gloria” è Gesù stesso: “Intimamente uniti nell’amore, possiamo essere arricchiti di una piena intelligenza per conoscere il mistero di Dio, che è Cristo: in lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza” (Col 2,2-3). Tesoro è la parola di Gesù che annuncia il Regno di Dio: “prezioso tesoro, che un uomo trova e nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo” (Mt 13,44). E da quel tesoro “ogni discepolo del regno dei cieli diviene come un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52). Ma non sempre il nostro “occhio” contempla la gloria di Dio e non sempre il nostro “cuore” è orientato a lui, allora ascoltiamo la voce di Gesù: “Camminate mentre avete la luce, perché le tenebre non vi sorprendano; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce, credete nella luce, per diventare figli della luce” (Gv 12,35-36). Allora, “rifulga la luce dalle tenebre, e Dio la faccia rifulgere nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo” (2Cor 4,6). Egli è il nostro tesoro, che ci arricchisce amando il povero e il bisognoso: “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).Lettura esistenziale
Terra e cielo hanno tesori diversi, entrambi abitano il nostro cuore e viviamo l’ambivalenza ed il contrasto, siamo incastrati nel dualismo che ci fa giudicare cosa è bene e cosa non lo è, finiamo per cadere nella materialità negativa o ci affidiamo ad una spiritualità disincarnata. Gesù oggi ci pone di fronte a queste due nostre tendenze che in realtà non possiamo contrapporre, perché quando abita Dio nel nostro cuore, tutto ciò che realizziamo è eterno, non si consuma, non può essere sottratto perché si rigenera, non rimane nelle tenebre , perché la luce le dissolve.
La consapevolezza di essere figli di Dio, abitati da questo infinito tesoro, illuminati dalla sua luce, ci permette di riconoscere che tutto concorre al bene , che possiamo accumulare tesori nel cielo vivendo relazioni sane con le cose del mondo. I nostri sentimenti interiori non possono essere sempre buoni, perché immersi nel mondo, ci attraversano tante realtà, provocazioni, attacchi ed è bene riconoscere tutto questo, ma la consapevolezza di essere abitati dall’amore che viene da Dio fa si che “il nostro occhio è semplice”, per vedere oltre ciò che ci attrae o ci ferisce. Senza questo risveglio, questa consapevolezza , rimaniamo nel buio della inconsapevolezza e piuttosto che portare luce nel mondo, portiamo le tenebre. Allora proprio le contrarietà, gli ostacoli, le provocazioni, sono grazie che ci riportano sempre di più alla nostra identità di figli di Dio, perché è in questo mondo che possiamo vivere da figli, con i piedi piantati a terra e gli occhi rivolti al cielo, in relazione con le cose del mondo in modo nuovo, libero, generoso. Vivendo da figli del mondo abbiamo un rapporto di possesso con le cose, ci sacrifichiamo ad esse, abbiamo il bisogno di accumularle, trattenerle, perché in questo riponiamo la nostra sicurezza, mentre in realtà nulla ci appartiene , tutto è dono, tutto ci mette in relazione con il Padre e con i fratelli , nella condivisione. Accumulare i doni d’amore, quelli che riceviamo senza pretesa con il pronto desiderio di condividerli, sono i tesori che accumuliamo in cielo, che ci fanno essere in relazione libera con Dio, con le cose e con noi stessi.
La libertà dal potere delle cose, dei ruoli, dei risultati, ci fa vibrare su nuove frequenze, che danno un significato diverso alle relazioni, alle azioni, alle parole, perché ci immergiamo in un circuito di bene che non ha altro desiderio che quello di generare armonia e pace nel cuore di chi ci sta accanto. Se contempliamo per un attimo la croce e ci immergiamo nell’amore che ci abbraccia totalmente, intercettando i nostri sentimenti sentiamo una profonda pace, così , nelle infinite occasioni nelle quali ci troviamo a tu per tu con un fratello o una sorella proviamo ad immaginare cosa provochiamo nei loro cuori, se il nostro amore li sta abbracciando o piuttosto inquietando ed allontanando, se siamo in sintonia con i sentimenti di Gesù. Il nostro tesoro è l’amore per Dio ed i fratelli, lì è il nostro cuore, da lì facciamo scaturire tutte le nostre scelte, così ogni giorno in cielo accumuliamo tesori.
La consapevolezza di essere figli di Dio, abitati da questo infinito tesoro, illuminati dalla sua luce, ci permette di riconoscere che tutto concorre al bene , che possiamo accumulare tesori nel cielo vivendo relazioni sane con le cose del mondo. I nostri sentimenti interiori non possono essere sempre buoni, perché immersi nel mondo, ci attraversano tante realtà, provocazioni, attacchi ed è bene riconoscere tutto questo, ma la consapevolezza di essere abitati dall’amore che viene da Dio fa si che “il nostro occhio è semplice”, per vedere oltre ciò che ci attrae o ci ferisce. Senza questo risveglio, questa consapevolezza , rimaniamo nel buio della inconsapevolezza e piuttosto che portare luce nel mondo, portiamo le tenebre. Allora proprio le contrarietà, gli ostacoli, le provocazioni, sono grazie che ci riportano sempre di più alla nostra identità di figli di Dio, perché è in questo mondo che possiamo vivere da figli, con i piedi piantati a terra e gli occhi rivolti al cielo, in relazione con le cose del mondo in modo nuovo, libero, generoso. Vivendo da figli del mondo abbiamo un rapporto di possesso con le cose, ci sacrifichiamo ad esse, abbiamo il bisogno di accumularle, trattenerle, perché in questo riponiamo la nostra sicurezza, mentre in realtà nulla ci appartiene , tutto è dono, tutto ci mette in relazione con il Padre e con i fratelli , nella condivisione. Accumulare i doni d’amore, quelli che riceviamo senza pretesa con il pronto desiderio di condividerli, sono i tesori che accumuliamo in cielo, che ci fanno essere in relazione libera con Dio, con le cose e con noi stessi.
La libertà dal potere delle cose, dei ruoli, dei risultati, ci fa vibrare su nuove frequenze, che danno un significato diverso alle relazioni, alle azioni, alle parole, perché ci immergiamo in un circuito di bene che non ha altro desiderio che quello di generare armonia e pace nel cuore di chi ci sta accanto. Se contempliamo per un attimo la croce e ci immergiamo nell’amore che ci abbraccia totalmente, intercettando i nostri sentimenti sentiamo una profonda pace, così , nelle infinite occasioni nelle quali ci troviamo a tu per tu con un fratello o una sorella proviamo ad immaginare cosa provochiamo nei loro cuori, se il nostro amore li sta abbracciando o piuttosto inquietando ed allontanando, se siamo in sintonia con i sentimenti di Gesù. Il nostro tesoro è l’amore per Dio ed i fratelli, lì è il nostro cuore, da lì facciamo scaturire tutte le nostre scelte, così ogni giorno in cielo accumuliamo tesori.