• 9 Febbraio 2026 7:46

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

San Bonaventura

Letture:  Sir 15,1-6; Sal 118; Mt 5,13-16

Riflessione biblica

“Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo…” (Mt 5,13-19). luce-300x156 Accendi la luceLuce e maestro di luce è S. Bonaventura: la sua teologia rende chiaro il nostro “itinerario verso Dio”. Sale, che dà gusto alla conoscenza e diviene cammino interiore, illuminato dalla presenza di Cristo, vero itinerario contemplativo, che si immerge, dietro le orme di Francesco, nella contemplazione delle meraviglie di Dio nella creazione e nella redenzione, perché “beato l’uomo istruito da Dio e a cui Dio ha insegnato la legge” (Sal 94,12). Luce e sapienza provenienti dallo Spirito, che albergava nel suo cuore: “Nessun uomo deve reputarsi sapiente che non sia ammaestrato dall’unzione dello Spirito Santo. Solo chi ha la mente istruita dal Signore è veramente saggio” (S. Bonaventura). Sotto la guida dello Spirito, imparò la via dell’interiorità e della “teologia in ginocchio”: “Se vuoi sapere come ciò avvenga, interroga la grazia non la scienza, il desiderio non l’intelletto, il sospiro della preghiera non la brama del leggere, lo sposo non il maestro, Dio non l’uomo, la caligine non la chiarezza, non la luce ma il fuoco che infiamma tutto l’essere e lo inabissa in Dio con la sua soavissima unzione e con gli affetti più ardenti” (Itinerario della mente in Dio). Infiammato dall’amore di Dio, la sua luce di intelligenza e di santità fu di aiuto a molti nel cammino di perfezione e di santità: “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16). Per questo, Bonaventura non fu luce e maestro di luce, ma fuoco di amore, ardente per Dio, per Cristo, per i fratelli.

Lettura esistenziale

sale-300x200 Accendi la luce“Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo, non può restare nascosta una citta che sta sopra il monte” (Mt 5,13s). Tu sei luce. Gesù lo annuncia alla mia anima bambina, a quella parte di me che sa ancora incantarsi, ancora accendersi. Tu sei sale, non per te stesso ma per la terra. La faccenda è seria, perché essere sale e luce del mondo vuol dire che dalla buona riuscita della mia avventura, umana e spirituale, dipende la qualità del resto del mondo. Come fare per vivere questa responsabilità seria, che è di tutti? Meno parole e più gesti. «Se mi chiudo nel mio io, pur adorno di tutte le virtù, ricco di sale e di luce, e non partecipo all’esistenza degli altri, se non mi dischiudo agli altri, posso essere privo di peccati, e tuttavia vivo in una situazione di peccato» (G. Vannucci). “Ma se il sale perde sapore con che cosa lo si potrà rendere salato?” Conosciamo bene il rischio di affondare in una vita insipida e spenta. E accade quando non comunico amore a chi mi incontra, non sono generoso di me, non so voler bene: «non siamo chiamati a fare del bene, ma a voler bene» (Sorella Maria di Campello). Io sono luce spenta quando non evidenzio bellezza e bontà negli altri, ma mi inebrio dei loro difetti: allora sto spegnendo la fiamma delle cose, sono un cembalo che tintinna (parola di Paolo), un trombone di latta. Quando amo tre verbi oscuri: prendere, salire, comandare; anziché seguire i tre del sale e della luce: dare, scendere, servire (Ermes Ronchi).