• 9 Febbraio 2026 7:35

ilSycomoro

Quotidiano di ispirazione cristiana e francescana

Commento di Fra Marcello Buscemi e Suor Cristiana Scandura

Giovedì della V settimana di Pasqua

Letture: At 15,7-21   Sal 95   Gv 15,9-11

Riflessione biblica

“Questo è il mio comandamento: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,9-11). misericordia2-300x225 Amiamoci da DioComandamento: parola indigeribile per la nostra società libertaria individualista. Ma, nel pensiero di Gesù, esso indica il rapporto essenziale che intercorre tra Dio e Gesù, tra Gesù e i suoi discepoli, tra i discepoli nel loro vivere insieme. Esso si basa sulla fiducia reciproca e il suo contenuto essenziale è l’amore: nessuna realtà conta, “se non la fede agente mediante l’amore” (Gal 5,6). Da qui nasce la nostra gioia: sapere di essere amati infinitamente da Dio e di amare con lo stesso amore di Gesù. Per il cristiano la gioia si attua nel “rimanere in Gesù”, nel “rimanere nella sua parola”, nel “rimanere nel suo amore”. “Rimanere in Gesù”: come Giovanni Battista, gioiamo della sua presenza e facciamolo crescere in noi: “L’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. Lui deve crescere; io, invece, diminuire” (Gv 3,29-30). Rimanere nella sua parola: come Geremia, nutriamoci della parola di Gesù: “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore” (Ger 15.16). Rimaniamo nel suo amore: condividendo con Gesù gioia e sofferenze: “Nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare” (1Pt 4,13). La nostra gioia è sapere di essere amati infinitamente da Dio e di amare con lo stesso amore di Gesù. “La mia gioia sia in voi”: la gioia di sentirci figli amati da Dio, di annunciare il Vangelo di salvezza, di essere in comunione con i fratelli: “dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20).

Lettura esistenziale

vangelo-1-300x200 Amiamoci da Dio“Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore” (Gv 15,9). I pochi versetti del Vangelo di oggi ruotano intorno al magico vocabolario degli innamorati: amore, amato, amatevi, gioia. L’amore è sempre meravigliosamente complicato, e sempre imperfetto, cioè incompiuto. Sempre artigianale, e come ogni lavoro artigianale chiede mani, tempo, cura, regole: se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore. Ma come, Signore, chiudi dentro i comandamenti l’unica cosa che non si può comandare? Il comandamento è regola, costrizione, sanzione. L’amore invece è libertà, creatività, una divina follia… Ma Gesù, il guaritore del disamore, offre la sua pedagogia sicura in due tempi:

  1. Amatevi gli uni gli altri. Non semplicemente: amatevi. Ma: gli uni gli altri, Non si ama l’umanità in generale o in teoria. Si amano le persone ad una ad una; si ama quest’uomo, questa donna, questo bambino, il povero qui a fianco, faccia a faccia, occhi negli occhi.
  2. Amatevi come io vi ho amato. Non dice “quanto me”, perché non ci arriveremmo mai, io almeno; ma “come me”, con il mio stile, con il mio modo unico: lui che lava i piedi ai grandi e abbraccia i bambini; che vede uno soffrire e prova un crampo nel ventre; lui che si commuove e tocca la carne, la pelle, gli occhi; che non manda via nessuno; che ci obbliga a diventare grandi e accarezza e pettina le nostre ali perché pensiamo in grande e voliamo lontano.

Chi ti ama davvero? Non certo chi ti riempie di parole dolci e di regali. L’amore vero è quello che ti spinge, ti incalza, ti obbliga a diventare tanto, infinitamente tanto, a diventare il meglio di ciò che puoi diventare (Rainer Maria Rilke). Così ai figli non servono cose, ma padri e madri che li facciano diventare il meglio di ciò che possono diventare. Se ami, non fallirai la vita. Se ami, la tua vita è stata già un successo, comunque (Ermes Ronchi).